Note a margine all’adattamento radiofonico de «Il ladro di ragazze» di Carlo Silini. Un contributo alla pagina @Cultura della Radiotelevisione Svizzera Italiana.

“Eh va bene! Comunque il libro è sempre più bello.

”Già… Lo sappiamo. Lo dicono tutti. E ci mettono di mezzo l’immaginazione, il proprio diritto a creare il fisico esatto del personaggio, l’architettura degli interni e la poesia degli esterni, la voce, le pause e -perché no- anche l’odore.

Che dire? Hanno tutti ragione!

Nessuna trasposizione ti darà le stesse emozioni che hai vissuto immergendoti nel romanzo.

Allora perché un adattamento? Il libro e un radiodramma (un film) hanno diversi linguaggi e non sono sovrapponibili. Ci sono ottimi libri che sono diventati pessime altre cose. Altri invece sono esplosi grazie all’adattamento, riuscendo a catturare un pubblico che mai sarebbe finito tra le righe, tra le pagine, tra i capitoli, di un romanzo.

Facciamola breve: di cosa stiamo parlando?

Paragonare un’opera con il suo adattamento è come valutare una scarpa e una calza, sono proprio cose differenti.

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