La Radiotelevisione Svizzera (Rete DUE) rimanda in onda un radiodramma realizzato in occasione della mostra (Lugano Rinascimento)

Per chi se lo fosse perso… Ascoltate qui!

QUASI UNA BALLATA | OVVERO CRONACHE DAL CASTELLO DI LUGANO

testo e regia Flavio Stroppini

Con: Menestrello (Matteo Carassini); Pietro (Massimiliano Zampetti); Paolo (Dario Sansalone); Ludovico Sforza (Federico Caprara); Enea Crivelli (Diego Pitruzzella); Paggio (Davide Garbolino)

Musiche composte ed eseguite da Matteo Carassini e Ilario Longhi

Consulenza storica Pietro Montorfani e Marino Viganò

Editing, sonorizzazione e presa del suono Thomas Chiesa

Produzione Francesca Giorzi

Il radiodramma è stato realizzato in occasione della mostra: Lugano nel Rinascimento

Assedio
Nel 1497 il Duca di Milano Ludovico Sforza, detto il Moro, ordinò a Enea Crivelli, fratello di Francesco, castellano di Morcote e Capolago, di erigere un castello a Lugano. L’8 giugno del 1517, le comunità luganesi, per ordine dei Confederati, iniziarono ad abbattere il castello. Pietra dopo pietra, la fortezza sparì. “Quasi una ballata – ovvero cronache del castello di Lugano” parla di un ventennio poco conosciuto e di un castello rimasto nella memoria perlopiù per la toponomastica della città, dove a pochi metri dal lago resiste “Piazza Castello”. È così che tra Todeschi, milanesi, urani, confederati, francesi, guelfi e ghibellini la storia si dipana dal punto di vista di due autoctoni luganesi, preoccupati più del sopravvivere e del riempirsi la pancia a fine giornata che dei massimi sistemi.
Il radiodramma, realizzato in occasione della mostra “Il castello di Lugano” e grazie alla preziosa consulenza storica dell’Archivio della città, offre uno scorcio della “Lugano che era” raccontata da un menestrello e ci fa riflettere sulla nostra identità.
“Non cambia niente. Se qua ci stanno gli Sforza, i Sanseverino, i Rusca, i francesi o i todeschi non cambia nulla. Tanto passano di qua. Si mangiano quel che c’è da mangiare, ci impestano, ci ingravidano donne e pensieri… E noi nasciamo e moriamo senza vedere nessun cambiamento.”


La Divisione Cultura della Città di Lugano ha ideato un progetto interdisciplinare dedicato a Lugano nel Rinascimento, nell’intento di approfondire la conoscenza di un periodo cruciale della nostra storia, che coincise con il passaggio dall’epoca milanese a quella elvetica. Il progetto si articola in una prima pubblicazione sugli anni del dominio francese (1499-1512), cui farà seguito un volume dedicato alla storia del complesso di Santa Maria degli Angeli, e propone anche ricostruzioni originali dei più importanti luoghi della Lugano rinascimentale: il perduto castello sforzesco, il convento francescano, la veduta generale del borgo. Furono anni politicamente e militarmente tormentati, non privi di rivolgimenti di fronti, estenuanti assedi e movimenti di truppe, eppure culturalmente ricchi come testimoniano i capolavori d’arte sopravvissuti all’incedere del tempo. Nel complesso, un’epoca di grandi trasformazioni, che contribuì a forgiare l’identità della Svizzera italiana nei secoli successivi.