TELL

di: Flavio Stroppini e Monica De Benedictis

con: Matteo Carassini, Igor Horvat, Silvia Pietta, Flavio Sala e Massimiliano Zampetti e con la voce di: Margherita Coldesina | regia: Flavio Stroppini e Monica De Benedictis | scenografie: Alice De Bortoli e Denise Carnini | sound design: William Geroli | costumi: Marianna Peruzzo | light design: Paolo Battaglia | musiche: Andrea Manzoni | produttore: Gianfranco Helbling | produzione: Teatro Sociale Bellinzona – Bellinzona Teatro in coprod. con Nucleomeccanico, 2019 | con il sostegno di: Repubblica e Cantone Ticino – Fondo Swisslos, Associazione Amici del Teatro Sociale di Bellinzona, SSA Società Svizzera degli Autori

Le ossa di Guglielmo Tell sono state ritrovate. Appena finite le celebrazioni però sono scomparse. All’aeroporto internazionale Wilhelm Tell tre persone sono recluse in una stanza. Stanno per essere interrogate. Con loro un addetto alle pulizie. Qualche ora prima, mentre trasportava le valigie nella stiva di un aeroplano diretto a Istanbul, un camioncino si è rovesciato. Tre valigie si sono aperte; a terra delle ossa. Uno dei tre sospettati le stava trasportando. Chi sarà? Inviata a scoprire il tutto un commissario donna, a pochi giorni dal parto. Come se non bastasse, assieme alle ossa sono stati trovati 50 passaporti svizzeri con nomi arabi e dei piani con la scritta CERN. Risulta presto evidente che tutti quanti hanno qualcosa da nascondere e che nessuno in realtà è quello che appare.

Dopo “Prossima fermata Bellinzona” (2015) e “Kubi” (2017) il Teatro Sociale Bellinzona continua a indagare, con Flavio Stroppini e Monica De Benedictis, sui temi legati al territorio e all’identità. Per raccontare la quotidianità non si può non affrontare il condizionamento cui la paura ci sottopone. Questa si è ormai radicata nella vita delle persone, con un conflitto sempre più esportato nel nostro territorio. In quest’epoca di paura, il patriottismo diventa nazionalismo. La reazione è la ricerca di slogan o gesti clamorosi piuttosto che una riflessione sulle ragioni profonde che ci hanno portati a questo punto. Al giorno d’oggi, tutti così presi a giudicare il singolo evento o persona, ci dimentichiamo di considerare il terrorismo come una specie di disturbo mentale collettivo. “Tell” parla di noi, ticinesi e svizzeri del Terzo millennio in un mondo globalizzato, con i toni divertenti di una commedia ricca di colpi di scena, dove nulla è quello che sembra fino a una particolare resa dei conti finale.


CENTOVALLI CENTORICORDI 2 | La canzone della valle. 
Un viaggio teatrale attraverso le Centovalli.

Team creativo / Kreativteam

Regia | Regie: Livio Andreina

Autore | Autor: Flavio Stroppini

Scenografia, costumi, maschere | Bühne, Kostüme, Masken: Anna Maria Glaudemans

Composizione, direzione musicale | Komposition, musikalische Leitung: Oliviero Giovannoni

Con Masha Dimitri, Marco Cupellari, Sarah Lerch, Moira Albertalli, Clarissa Matter, Rico Koller 
e quaranta musicisti e attori della regione | und vierzig MusikerInnen und SpielerInnen aus der Region

Tornare a casa significa risalire la Valle e il tempo. Questo accadrà a Mauro, in viaggio verso Camedo dove dovrà firmare l’atto di vendita della casa della nonna e chiudere ogni ponte con il passato? Ma le Centovalli sono un territorio sospeso tra realtà, magia, ricordi e poesia. È così che il viaggio di Mauro si trasforma in un racconto d’altri tempi. A cercare di convincere l’uomo a non vendere la sua identità interverranno i personaggi più disparati e fantasiosi, generati da leggende, paure, realtà e ricordi. Eh già, tra danze, assalti, paure, malinconie e canti cosa succederà?

Il nostro viaggio teatrale inizia a Verscio. Da qui parte la comitiva degli spettatori, degli attori e della bandella. Il treno si ferma a Intragna, Corcapolo, Verdasio  e Cadanza, le stazioni e l’ambiente circostante si trasformano in palcoscenico. A Camedo si assisterà alla grande scena finale che si concluderà in una vivace festa con musica e balli durante la quale viene servita una deliziosa cena ticinese annaffiata con vino, quello buono.


 SÌ, RIVOLUZIONE!

di Flavio Stroppini e Monica De Benedictis

composizione musicale Andrea Manzoni | Filmmaker Valerio Casanova | illustrazione Luca Pennella | con artisti vari | Produzione esecutiva Sara Camponovo | Produzione Monica De Benedictis | Coproduzione: Teatro Sociale di Bellinzona |Produzione: Nucleo Meccanico| Con il sostegno di Repubblica e Cantone Ticino – Fondo Swisslos, Fondazione Svizzera per la Radio e la cultura

“Sì, facciamo la Rivoluzione!” è il progetto invitato a rappresentare il Canton Ticino in occasione del progetto nazionale www.1918.ch 

Un uomo, un asino, alla ricerca di compagni per una Rivoluzione. I due cercano qualcuno con cui comunicare. Cercano di portare le rimostranze della popolazione a chi li può sentire. Viaggiano passo dopo passo. L’uomo porta l’asta di una lancia, senza bandiera per rappresentarle tutte. Con loro un libro, come una guida, per trovarci risposte. Lungo il viaggio degli incontri. Musiche, parole, strani esseri.

In occasione del centenario dello sciopero generale nazionale del 1918, nel 2018 il Canton Soletta ospiterà un teatro all’aperto su questo avvenimento centrale per la Svizzera. Questa rappresentazione offre una solida cornice drammaturgica per contributi indipendenti preparati in altri Cantoni, Città e Comuni. Questi contributi scenici arricchiscono lo spettacolo, mostrano la portata nazionale degli avvenimenti ed evidenziano l’intreccio storico del 1918, inserendolo in un contesto più attuale. Sulla via per raggiungere lo spettacolo il pubblico viene accolto da una città immersa nella recitazione e accompagnato da installazioni a tema.  Il progetto ha l’obiettivo di presentare lo sciopero generale sotto diverse prospettive mostrando che si tratta di un evento storico maggiore nella genesi della cultura politica Svizzera e in particolare per quello che concerne la ricerca del consenso tramite il compromesso tra interessi diversi tra loro. I valori su cui si fonda questa ricerca non sono fissati una volta per tutte e sono in costante ridefinizione. Il teatro è lì per ricordarli e per offrire l’occasione di discuterli.

Questa decisione sorprenderà i lavoratori nel pieno fervore della lotta: non siamo riusciti a fare accettare le nostre richieste. Avremmo dovuto trasformare lo sciopero generale in movimento rivoluzionario! Non si poteva mandare la massa operaia inerme contro le mitragliatrici dell’avversario. Lo sciopero generale nazionale è terminato. Ma la lotta della classe operaia continua.

Abbiamo immaginato che qualcuno nel piazzale stazione di Bellinzona (Ticino), il 14 novembre 1918, all’annuncio della fine dello sciopero generale, abbia desiderato la rivoluzione. Quel qualcuno avrebbe potuto partire verso Olten, per protestare. Non abbiamo notizie di un viaggio di questo tipo, ma sarebbe stato possibile. Così, cento anni dopo abbiamo deciso di ripartire. E raccontare, in viaggio…


KUBI

di: Flavio Stroppini e Monica De Benedictis

con: Amanda Sandrelli, Tatiana Winteler, Jasmin Mattei, Silvia Pietta e Daniele Ornatelli regia: Flavio Stroppini e Monica De Benedictis allestimento multimediale e scenografie: Giovanni Vögeli post produzione video: Mauro Macella musiche: Andrea Manzoni (con Riccardo Ruggeri e Matilda Colliard) produzione: Teatro Sociale Bellinzona – Bellinzona Teatro, 2017 coproduzione: LuganoInScena e Nucleo Meccanico con il sostegno di: Repubblica e Cantone Ticino – Fondo Swisslos, Associazione Amici del Teatro Sociale di Bellinzona, Coop Cultura, SSA Società Svizzera degli Autori

8 giugno 1996. Necla Türkyilmaz torna nell’appartamento del palazzo popolare di periferia dove abitava anni prima. Ha chiesto la chiave alla portinaia, Camilla, che le dice «Bisogna stare nascosti. L’appartamento è sfitto da tempo ma Luisa, la figlia dei proprietari, dorme al piano sopra». Necla ha con sé diverse sacche della spesa. È un giorno speciale. Si gioca la partita inaugurale degli Europei di calcio: Inghilterra – Svizzera, a Wembley, in mondovisione. Per la Svizzera titolare in attacco gioca Kubilay Türkyilmaz. Kubi. Eh sì, il figlio di una famiglia turca gioca per gli svizzeri. E non è stato facile! Necla ha invitato anche Maddalena, l’amica di una vita, una vivace emiliana, madre di Camilla, con la quale ha condiviso cosa significhi essere di un altro paese. Sarà tra ricordi, cucina e leggende che le donne vivranno la partita. Sfida che inizia male, gli inglesi passano rapidamente in vantaggio. E come se non bastasse Luisa irrompe nell’appartamento. «Cosa ci fate qui?»…


FRAMMENTI

Documentario teatrale | un laboratorio di Flavio Stroppini 

Condividere emozioni, offrire un momento di integrazione per conoscersi meglio, frutto del laboratorio teatrale condotto per sei mesi dal regista ticinese Flavio Stroppini e da Monica De Benedictis, in collaborazione con 14 utenti disabili de L’INCONTRO (Poschiavo, Svizzera) e l’attrice Chiara Balsarini.

“Il paese ha un ritmo. Le stagioni vengono e passano. Poi gli anni, poi le vite. Immaginate una sala d’aspetto, dove quattordici persone si ritrovano a sostare. Nessuno sa quando si ripartirà. Ormai si è fermi e bisogna raccontare”.


PROSSIMA FERMATA BELLINZONA

Documentario teatrale

un progetto di Flavio Stroppini e Monica De Benedictis – 110 minuti

con: Antonio Ballerio, Igor Horvat, Cito Steiger, Anahì Traversi e Tatiana Winteler / Musiche originali di Andrea Manzoni eseguite da  Andrea Manzoni e Thomas Guggia / con la partecipazione di Gianni Frizzo | Scene e light design: Giovanni Vögeli / Costumi: Annalisa Messina e Marianna Peruzzo / Post produzione video: Mauro Macella / Diffusione video: Davide Grampa / Sound design: William Geroli | Produzione: Teatro Sociale Bellinzona in coproduzione con Nucleo Meccanico | Con il sostegno di: Cantone Ticino, Città di Bellinzona, Amici del Teatro Sociale, Ernst Göhner Stiftung, Coop Cultura, Aziende Municipalizzate Bellinzona, BancaStato Ticino, Società Svizzera degli Autori, Sindacato SEV, Rapelli, Fonoteca Nazionale Svizzera, Radiotelevisione svizzera di lingua italiana Rete Due | 2014/2015

Documentario teatrale sul tema dell’importanza sociale della ferrovia per Bellinzona. Cos’è una stazione? Partenze e arrivi. Gente. Il vuoto che diventa pieno, il pieno vuoto. Continuamente. Un treno, un altro, un altro ancora. Un orologio: secondi, minuti, giorni, anni. Vita. 


IL VIAGGIO DI ARNOLD

Monologo per attore, violoncello elettrico, immagini e suoni 

di Flavio Stroppini e Monica De Benedictis

con Igor Horvat| Musiche dal vivo di Zeno Gabaglio| Allestimento teatrale di Roberto Mucchiut| Produzione: Nucleo Meccanico| Coproduzione: Teatro Sociale Bellinzona| Con il sostegno di: Fondazione Svizzera Radio e Cultura, Repubblica e Stato Cantone Ticino, SEV Sindacato Ferrovie Svizzere, Radio Svizzera Italiana ReteDUE, La Regione Ticino (quotidiano), Radiogwen

Un viaggio, da Andermatt nel centro delle Alpi elvetiche, attraversando i Balcani, fino ad un’isola greca delle Piccole Cicladi, Iraklia, dove dimenticare e dimenticarsi. Sull’isola c’è un vagone ferroviario degli anni ’60 con la scritta Ferrovie Federali Svizzere, gli abitanti conoscono il nome Andermatt. Da Andermatt, al centro delle Alpi Svizzere, nel 1974, un uomo partì in sella a un trattore Hürlimann D70 con a rimorchio un vagone ferroviario. Il suo nome: Arnold Hunsperger. Nato poco dopo la Seconda Guerra e vissuto in due luoghi. Sulla montagna ed accanto al mare.

Il monologo è tradotto e rappresentato nelle lingue nazionali Svizzere (francese e tedesco) in modo da rappresentare nella Svizzera intera una storia che narra di identità. Lo sbocco a nord delle alpi è un’esigenza di giovani ticinesi professionisti in vari campi artistici (drammaturgico, teatrale, musicale, video e suono). Rapportarsi alla Svizzera è un occasione di crescita e di confronto. È l’occasione di mostrare il proprio lavoro.