Teatro

SÌ, RIVOLUZIONE!
di Flavio Stroppini e Monica De Benedictis
composizione musicale Andrea Manzoni
Filmmaker Valerio Casanova
illustrazione Luca Pennella
con artisti vari
Produzione esecutiva Sara Camponovo
Produzione Monica De Benedictis
Coproduzione: Teatro Sociale di Bellinzona
Produzione: Nucleo Meccanico
Con il sostegno di Repubblica e Cantone Ticino – Fondo Swisslos, Fondazione Svizzera per la Radio e la cultura

“Sì, facciamo la Rivoluzione!” è il progetto invitato a rappresentare il Canton Ticino in occasione del progetto nazionale www.1918.ch 
Un uomo, un asino, alla ricerca di compagni per una Rivoluzione. I due cercano qualcuno con cui comunicare. Cercano di portare le rimostranze della popolazione a chi li può sentire. Viaggiano passo dopo passo. L’uomo porta l’asta di una lancia, senza bandiera per rappresentarle tutte. Con loro un libro, come una guida, per trovarci risposte. Lungo il viaggio degli incontri. Musiche, parole, strani esseri.
In occasione del centenario dello sciopero generale nazionale del 1918, nel 2018 il Canton Soletta ospiterà un teatro all’aperto su questo avvenimento centrale per la Svizzera. Questa rappresentazione offre una solida cornice drammaturgica per contributi indipendenti preparati in altri Cantoni, Città e Comuni. Questi contributi scenici arricchiscono lo spettacolo, mostrano la portata nazionale degli avvenimenti ed evidenziano l’intreccio storico del 1918, inserendolo in un contesto più attuale. Sulla via per raggiungere lo spettacolo il pubblico viene accolto da una città immersa nella recitazione e accompagnato da installazioni a tema.  Il progetto ha l’obiettivo di presentare lo sciopero generale sotto diverse prospettive mostrando che si tratta di un evento storico maggiore nella genesi della cultura politica Svizzera e in particolare per quello che concerne la ricerca del consenso tramite il compromesso tra interessi diversi tra loro. I valori su cui si fonda questa ricerca non sono fissati una volta per tutte e sono in costante ridefinizione. Il teatro è lì per ricordarli e per offrire l’occasione di discuterli.
Questa decisione sorprenderà i lavoratori nel pieno fervore della lotta: non siamo riusciti a fare accettare le nostre richieste. Avremmo dovuto trasformare lo sciopero generale in movimento rivoluzionario! Non si poteva mandare la massa operaia inerme contro le mitragliatrici dell’avversario. Lo sciopero generale nazionale è terminato. Ma la lotta della classe operaia continua.
Abbiamo immaginato che qualcuno nel piazzale stazione di Bellinzona (Ticino), il 14 novembre 1918, all’annuncio della fine dello sciopero generale, abbia desiderato la rivoluzione. Quel qualcuno avrebbe potuto partire verso Olten, per protestare. Non abbiamo notizie di un viaggio di questo tipo, ma sarebbe stato possibile. Così, cento anni dopo abbiamo deciso di ripartire. E raccontare, in viaggio…
TELL
di: Flavio Stroppini e Monica De Benedictis
con: Matteo Carassini, Igor Horvat, Silvia Pietta, Flavio Sala e Massimiliano Zampetti
e con la voce di: Margherita Coldesina
regia: Flavio Stroppini e Monica De Benedictis
scenografie: Alice De Bortoli e Denise Carnini
sound design: William Geroli
costumi: Marianna Peruzzo
light design: Paolo Battaglia
musiche: Andrea Manzoni
produttore: Gianfranco Helbling
produzione: Teatro Sociale Bellinzona - Bellinzona Teatro in coprod. con Nucleomeccanico, 2019
con il sostegno di: Repubblica e Cantone Ticino – Fondo Swisslos, Associazione Amici del Teatro Sociale di Bellinzona, SSA Società Svizzera degli Autori
prima assoluta 2 maggio 2019

Le ossa di Guglielmo Tell sono state ritrovate. Appena finite le celebrazioni però sono scomparse. All’aeroporto internazionale Wilhelm Tell tre persone sono recluse in una stanza. Stanno per essere interrogate. Con loro un addetto alle pulizie. Qualche ora prima, mentre trasportava le valigie nella stiva di un aeroplano diretto a Istanbul, un camioncino si è rovesciato. Tre valigie si sono aperte; a terra delle ossa. Uno dei tre sospettati le stava trasportando. Chi sarà? Inviata a scoprire il tutto un commissario donna, a pochi giorni dal parto. Come se non bastasse, assieme alle ossa sono stati trovati 50 passaporti svizzeri con nomi arabi e dei piani con la scritta CERN. Risulta presto evidente che tutti quanti hanno qualcosa da nascondere e che nessuno in realtà è quello che appare.
Dopo “Prossima fermata Bellinzona” (2015) e “Kubi” (2017) il Teatro Sociale Bellinzona continua a indagare, con Flavio Stroppini e Monica De Benedictis, sui temi legati al territorio e all’identità. Per raccontare la quotidianità non si può non affrontare il condizionamento cui la paura ci sottopone. Questa si è ormai radicata nella vita delle persone, con un conflitto sempre più esportato nel nostro territorio. In quest’epoca di paura, il patriottismo diventa nazionalismo. La reazione è la ricerca di slogan o gesti clamorosi piuttosto che una riflessione sulle ragioni profonde che ci hanno portati a questo punto. Al giorno d’oggi, tutti così presi a giudicare il singolo evento o persona, ci dimentichiamo di considerare il terrorismo come una specie di disturbo mentale collettivo. “Tell” parla di noi, ticinesi e svizzeri del Terzo millennio in un mondo globalizzato, con i toni divertenti di una commedia ricca di colpi di scena, dove nulla è quello che sembra fino a una particolare resa dei conti finale.
KUBI
di: Flavio Stroppini e Monica De Benedictis
con: Amanda Sandrelli, Tatiana Winteler, Jasmin Mattei, Silvia Pietta e Daniele Ornatelli
regia: Flavio Stroppini e Monica De Benedictis
allestimento multimediale e scenografie: Giovanni Vögeli
post produzione video: Mauro Macella
musiche: Andrea Manzoni (con Riccardo Ruggeri e Matilda Colliard)
produzione: Teatro Sociale Bellinzona - Bellinzona Teatro, 2017
coproduzione: LuganoInScena e Nucleo Meccanico
con il sostegno di: Repubblica e Cantone Ticino – Fondo Swisslos, Associazione Amici del Teatro Sociale di Bellinzona, Coop Cultura, SSA Società Svizzera degli Autori

8 giugno 1996. Necla Türkyilmaz torna nell’appartamento del palazzo popolare di periferia dove abitava anni prima. Ha chiesto la chiave alla portinaia, Camilla, che le dice «Bisogna stare nascosti. L’appartamento è sfitto da tempo ma Luisa, la figlia dei proprietari, dorme al piano sopra». Necla ha con sé diverse sacche della spesa. È un giorno speciale. Si gioca la partita inaugurale degli Europei di calcio: Inghilterra - Svizzera, a Wembley, in mondovisione. Per la Svizzera titolare in attacco gioca Kubilay Türkyilmaz. Kubi. Eh sì, il figlio di una famiglia turca gioca per gli svizzeri. E non è stato facile! Necla ha invitato anche Maddalena, l’amica di una vita, una vivace emiliana, madre di Camilla, con la quale ha condiviso cosa significhi essere di un altro paese. Sarà tra ricordi, cucina e leggende che le donne vivranno la partita. Sfida che inizia male, gli inglesi passano rapidamente in vantaggio. E come se non bastasse Luisa irrompe nell’appartamento. «Cosa ci fate qui?»…
FRAMMENTI
Documentario teatrale
un laboratorio di Flavio Stroppini 
Condividere emozioni, offrire un momento di integrazione per conoscersi meglio, frutto del laboratorio teatrale condotto per sei mesi dal regista ticinese Flavio Stroppini e da Monica De Benedictis, in collaborazione con 14 utenti disabili de L’INCONTRO (Poschiavo, Svizzera) e l’attrice Chiara Balsarini.
“Il paese ha un ritmo. Le stagioni vengono e passano. Poi gli anni, poi le vite. Immaginate una sala d’aspetto, dove quattordici persone si ritrovano a sostare. Nessuno sa quando si ripartirà. Ormai si è fermi e bisogna raccontare".
PROSSIMA FERMATA BELLINZONA
Documentario teatrale
un progetto di Flavio Stroppini e Monica De Benedictis – 110 minuti
con: Antonio Ballerio, Igor Horvat, Cito Steiger, Anahì Traversi e Tatiana Winteler / Musiche originali di Andrea Manzoni eseguite da  Andrea Manzoni e Thomas Guggia / con la partecipazione di Gianni Frizzo
Scene e light design: Giovanni Vögeli / Costumi: Annalisa Messina e Marianna Peruzzo / Post produzione video: Mauro Macella / Diffusione video: Davide Grampa / Sound design: William Geroli
Produzione: Teatro Sociale Bellinzona in coproduzione con Nucleo Meccanico
Con il sostegno di: Cantone Ticino, Città di Bellinzona, Amici del Teatro Sociale, Ernst Göhner Stiftung, Coop Cultura, Aziende Municipalizzate Bellinzona, BancaStato Ticino, Società Svizzera degli Autori, Sindacato SEV, Rapelli, Fonoteca Nazionale Svizzera, Radiotelevisione svizzera di lingua italiana Rete Due
2014/2015

Documentario teatrale sul tema dell’importanza sociale della ferrovia per Bellinzona. Cos’è una stazione? Partenze e arrivi. Gente. Il vuoto che diventa pieno, il pieno vuoto. Continuamente. Un treno, un altro, un altro ancora. Un orologio: secondi, minuti, giorni, anni. Vita. 
IL VIAGGIO DI ARNOLD
Monologo per attore, violoncello elettrico, immagini e suoni 
di Flavio Stroppini e Monica De Benedictis
con Igor Horvat
Musiche dal vivo di Zeno Gabaglio
Allestimento teatrale di Roberto Mucchiut
Produzione: Nucleo Meccanico
Coproduzione: Teatro Sociale Bellinzona
Con il sostegno di: Fondazione Svizzera Radio e Cultura, Repubblica e Stato Cantone Ticino, SEV Sindacato Ferrovie Svizzere, Radio Svizzera Italiana ReteDUE, La Regione Ticino (quotidiano), Radiogwen

Un viaggio, da Andermatt nel centro delle Alpi elvetiche, attraversando i Balcani, fino ad un’isola greca delle Piccole Cicladi, Iraklia, dove dimenticare e dimenticarsi. Sull’isola c’è un vagone ferroviario degli anni ’60 con la scritta Ferrovie Federali Svizzere, gli abitanti conoscono il nome Andermatt. Da Andermatt, al centro delle Alpi Svizzere, nel 1974, un uomo partì in sella a un trattore Hürlimann D70 con a rimorchio un vagone ferroviario. Il suo nome: Arnold Hunsperger. Nato poco dopo la Seconda Guerra e vissuto in due luoghi. Sulla montagna ed accanto al mare.
Il monologo è tradotto e rappresentato nelle lingue nazionali Svizzere (francese e tedesco) in modo da rappresentare nella Svizzera intera una storia che narra di identità. Lo sbocco a nord delle alpi è un’esigenza di giovani ticinesi professionisti in vari campi artistici (drammaturgico, teatrale, musicale, video e suono). Rapportarsi alla Svizzera è un occasione di crescita e di confronto. È l’occasione di mostrare il proprio lavoro.