spettacoli

KUBI

di: Flavio Stroppini e Monica De Benedictis
con: Amanda Sandrelli, Tatiana Winteler, Jasmin Mattei, Silvia Pietta e Daniele Ornately
regia: Flavio Stroppini e Monica De Benedictis
allestimento multimediale e scenografie: Giovanni Vögeli
post produzione video: Mauro Macella
musiche: Andrea Manzoni (con Riccardo Ruggeri e Matilda Colliard)
produzione: Teatro Sociale Bellinzona - Bellinzona Teatro, 2017
coproduzione: LuganoInScena e Nucleo Meccanico
con il sostegno di: Repubblica e Cantone Ticino – Fondo Swisslos, Associazione Amici del Teatro Sociale di Bellinzona, Coop Cultura, SSA Società Svizzera degli Autori

8 giugno 1996. Necla Türkyilmaz torna nell’appartamento del palazzo popolare di periferia dove abitava anni prima. Ha chiesto la chiave alla portinaia, Camilla, che le dice «Bisogna stare nascosti. L’appartamento è sfitto da tempo ma Luisa, la figlia dei proprietari, dorme al piano sopra». Necla ha con sé diverse sacche della spesa. È un giorno speciale. Si gioca la partita inaugurale degli Europei di calcio: Inghilterra - Svizzera, a Wembley, in mondovisione. Per la Svizzera titolare in attacco gioca Kubilay Türkyilmaz. Kubi. Eh sì, il figlio di una famiglia turca gioca per gli svizzeri. E non è stato facile! Necla ha invitato anche Maddalena, l’amica di una vita, una vivace emiliana, madre di Camilla, con la quale ha condiviso cosa significhi essere di un altro paese. Sarà tra ricordi, cucina e leggende che le donne vivranno la partita. Sfida che inizia male, gli inglesi passano rapidamente in vantaggio. E come se non bastasse Luisa irrompe nell’appartamento. «Cosa ci fate qui?»…


FRAMMENTI

Documentario teatrale

un laboratorio di Flavio Stroppini 

Condividere emozioni, offrire un momento di integrazione per conoscersi meglio, frutto del laboratorio teatrale condotto per sei mesi dal regista ticinese Flavio Stroppini e da Monica De Benedictis, in collaborazione con 14 utenti disabili de L’INCONTRO (Poschiavo, Svizzera) e l’attrice Chiara Balsarini.

“Il paese ha un ritmo. Le stagioni vengono e passano. Poi gli anni, poi le vite. Immaginate una sala d’aspetto, dove quattordici persone si ritrovano a sostare. Nessuno sa quando si ripartirà. Ormai si è fermi e bisogna raccontare".


PROSSIMA FERMATA BELLINZONA

Documentario teatrale

un progetto di Flavio Stroppini e Monica De Benedictis – 110 minuti

con: Antonio Ballerio, Igor Horvat, Cito Steiger, Anahì Traversi e Tatiana Winteler / Musiche originali di Andrea Manzoni eseguite da  Andrea Manzoni e Thomas Guggia / con la partecipazione di Gianni Frizzo

Scene e light design: Giovanni Vögeli / Costumi: Annalisa Messina e Marianna Peruzzo / Post produzione video: Mauro Macella / Diffusione video: Davide Grampa / Sound design: William Geroli

Produzione: Teatro Sociale Bellinzona in coproduzione con Nucleo Meccanico

Documentario teatrale sul tema dell’importanza sociale della ferrovia per Bellinzona. Cos’è una stazione? Partenze e arrivi. Gente. Il vuoto che diventa pieno, il pieno vuoto. Continuamente. Un treno, un altro, un altro ancora. Un orologio: secondi, minuti, giorni, anni. Vita. 


IL VIAGGIO DI ARNOLD

Monologo per attore, violoncello elettrico, immagini e suoni 

LA TEORIA DEI CORVI from monica de benedictis on Vimeo.

di Flavio Stroppini e Monica De Benedictis

con Igor Horvat

Musiche dal vivo di Zeno Gabaglio

Allestimento teatrale di Roberto Mucchiut

Produzione: Nucleo Meccanico

Coproduzione: Teatro Sociale Bellinzona

Con il sostegno di: Fondazione Svizzera Radio e Cultura, Repubblica e Stato Cantone Ticino, SEV Sindacato Ferrovie Svizzere, Radio Svizzera Italiana ReteDUE, La Regione Ticino (quotidiano), Radiogwen

Un viaggio, da Andermatt nel centro delle Alpi elvetiche, attraversando i Balcani, fino ad un’isola greca delle Piccole Cicladi, Iraklia, dove dimenticare e dimenticarsi. Sull’isola c’è un vagone ferroviario degli anni ’60 con la scritta Ferrovie Federali Svizzere, gli abitanti conoscono il nome Andermatt. Da Andermatt, al centro delle Alpi Svizzere, nel 1974, un uomo partì in sella a un trattore Hürlimann D70 con a rimorchio un vagone ferroviario. Il suo nome: Arnold Hunsperger. Nato poco dopo la Seconda Guerra e vissuto in due luoghi. Sulla montagna ed accanto al mare.

Il monologo è tradotto e rappresentato nelle lingue nazionali Svizzere (francese e tedesco) in modo da rappresentare nella Svizzera intera una storia che narra di identità. Lo sbocco a nord delle alpi è un’esigenza di giovani ticinesi professionisti in vari campi artistici (drammaturgico, teatrale, musicale, video e suono). Rapportarsi alla Svizzera è un occasione di crescita e di confronto. È l’occasione di mostrare il proprio lavoro.