Radiodrammi

fabula

50 radiodrammi

un progetto di Flavio Stroppini e Monica De Benedictis

testi Flavio Stroppini, Monica De Benedictis

con Adele Pellegatta, Silvia Pietta, Daniele Ornatelli, Dario Sansalone e Davide Garbolino 

musiche originali composte ed eseguite da Andrea Manzoni

con Matilda Colliard, Jacopo Ogliari e Martino Pini

registrati da Piergiorgio Miotto; tecnico pianoforte Alvise Biolcati Rinaldi

sound design William Geroli

regia Flavio Stroppini

produzione Monica De Benedictis

con il sostegno di: Fondazione Svizzera per la Radio e la Cultura, Promozione della Cultura Cantone dei Grigioni

Una valle. Spazzata da venti settentrionali, incastonata tra le montagne più alte della Rezia. Ricca di ghiacciaie, laghetti e sorgenti. Ricca di cristalli e pietre e ori. Popolata da fagiani, orsi, lupi e bestie. Colonizzata con la fatica da uomini vivaci e donne lavoratrici. 2600 anni di storia.  172 personaggi. Cinquanta radiodrammi. Quattro ore e dieci minuti. Questa è FABULA. Antichi romani, processi, rivolte, francesi, cartaginesi e draghi. Esecuzioni, streghe, lupi, orsi ed unicorni. Poi nani, crociati, inondazioni e incendi. Risalendo la storia fino a i giorni nostri.


DADA | 14 luglio 1916

OMAGGIO AL CENTENARIO DEL DADAISMO 

radiodramma scritto e diretto 

da Flavio Stroppini

Con: Claudio Moneta, Matteo Carassini, Davide Garbolino, Jasmine Mattei, Luca Maciacchini, Riccardo Ruggeri

Musiche originali composte ed eseguite da Andrea Manzoni

Registrazione ed editing voci in olofonia: Yuri Ruspini

Registrazione musiche e sound design Gabriele Kamm

Produzione Francesca Giorzi

Da anni il Settore Prosa di Rete Due utilizza il sistema di registrazione binaurale. Ascoltando i risultati con delle cuffie stereofoniche si ha la possibilità di immergersi nel mondo dell’audio 3D.  Dada, 14 luglio 1916 – Omaggio al centenario del dadaismo di Flavio Stroppini, presentato in anteprima al festival Territori e in onda su Rete Due domenica 17 luglio alle 17.35, è un radiodramma, scritto, interpretato e sonorizzato appositamente per l’ascolto in cuffia.

Dada è una nuova tendenza artistica. Così recitò Hugo Ball durante quella prima serata pubblica a Zurigo. Nel piccolo Cabaret Voltaire si radunarono in molti per assistere alle particolari performance dadaiste. Sembra che ci fosse pure James Joyce ed è molto probabile l’arrivo di Lenin. Il rivoluzionario russo abitava a pochi metri e da settimane si lamentava per il rumorio febbricitante provocato dalle prove all’interno del locale. Questa è la nostra storia, un incontro fuori dal comune tra personaggi fuori dal comune. Poi c’è qualcos’altro… il nome. In verità ci sono diverse spiegazioni per l’origine di DadaDada viene dal dizionario. Terribilmente semplice. In francese significa “cavallo di battaglia. In tedesco “addio”, “scendimi di dosso”, “vediamoci qualche volta”. In Rumeno: “Si, infatti, hai ragione, è così. Ma naturalmente, si, in definitiva, giusto”. E così via. Ne abbiamo scelta una particolare, che però potrebbe anche essere quella reale. 


Olimpicamente

Olimpicamente
Che cosa pensa un atleta mentre compie un’azione sportiva? Quali sono le parole che passano nella testa di chi sta correndo una maratona, lanciando un peso, lottando in vasca per vincere la medaglia d’oro alle Olimpiadi? Ecco da cosa parte Olimpicamente, raccontando i pensieri degli eroi sportivi durante i loro gesti atletici. Musiche originali: Gianluigi Carlone. Ideazione progetto, adattamenti e regia: Sergio Ferrentino

4 minuti e 55 secondi - Gabrielle Andersen Schiess
Di Flavio Stroppini. Adattamento e regia di Sergio Ferrentino
Con: Francesca Zucchero, Patrizia Salmoiraghi
Los Angeles, California, Stati Uniti. 5 agosto 1984. Pomeriggio. Caldo come solo chi conosce Los Angeles può capire. Gabrielle Andersen Schiess ha 39 anni, è un’istruttrice di sci svizzera, a questa Olimpiade è tra le favorite. Poi però accadde qualcosa all’ultimo rifornimento: non lo prende. Si disidrata e con grande fatica arriva fino allo stadio, dove percorre il giro finale. 400 metri che dureranno 4 minuti e 55 secondi.

Il cavallo di Louis – Louis Arnold Zutter
Di Flavio Stroppini. Adattamento e regia di Sergio Ferrentino
Con: Nicola Stravalaci, Daniele Ornatelli
“Lunedì 6 corrente furono organizzate le feste per i giuochi olimpici. L’aspettativa grandissima che vi era per questi giuochi non fu certamente superiore al risultato. La prima giornata fu splendida e per il concorso del pubblico e per i giuochi stessi che dal lato sportivo nulla lasciarono a desiderare.” Così scrisse la neonata Gazzetta dello Sport il 13 aprile 1896. I 6 fotografi inviati dalla Kodak si divertirono a comporre immagini come fossero statue. 16 giornalisti scrissero, documentarono e inventarono. Tra gli atleti Louis Arnold Zutter, svizzero, specialista del cavallo con maniglie.

Hélène de Poutalès – Costruire ponti
Di Flavio Stroppini. Adattamento e regia di Sergio Ferrentino
Con: Eleni Molos, Cinzia Spanò
Il fondatore delle moderne olimpiadi, quello dello spirito olimpico per intenderci, riteneva che fosse più indicato per le donne praticare sport senza mostrarsi in pubblico. Parliamo del Barone de Coubertin. Dunque: alle prime olimpiadi di Atene non ci furono gentili signore. Ma poi passarono quattro anni. Parigi 1900. 22 atlete su un totale di 997 partecipanti. Il 2, 16 percento.

Werner Günthör – Il barbaro coi baffi
Di Flavio Stroppini. Adattamento e regia di Sergio Ferrentino
Con: Daniele Ornatelli, Nicola Stravalaci
Uno, due! Uno due! Uno due! Rigido. Di solito gli atleti del getto del peso sono così. Elefanti in cristalleria. Lo sai che prima o poi si voltano e fanno cascare tutto quanto. Lui no. Werner Günthör da Uttwil, canton Turgovia, Svizzera, sembrava danzare. Quando camminava e quando lanciava la sfera di 7 chili e 270 grammi a più di venti metri di distanza. Da dove gli veniva tutta quella eleganza?

Roger Federer – Game, set, match
Di Flavio Stroppini. Adattamento e regia di Sergio Ferrentino
Con: Alessio Maria Romano, Nicola Stravalaci, Margherita Saltamacchia
Ci sono alcuni uomini che nel mezzo di un campo da gioco riescono a farci dimenticare ogni patema del quotidiano. Rendono possibile quello che non dovrebbe esserlo. Tra questi uomini, che se ne infischiano delle regole fisiche, c’è un tennista. Il miglior tennista di tutti tempi. Roger Federer. 17 slam, coppa Davis, 6 master, 237 settimane consecutive al numero 1 della classifica ATP e decine di record polverizzati. La sua prima Olimpiade risale al 2000, perse la finale per il bronzo, ma in quell’occasione conobbe sua moglie. Ad Atene e a Pechino portò la torcia olimpica. Nel 2012 arrivò in finale, dopo aver vinto il suo settimo Wimbledon. Tra il pubblico le due figlie gemelle. L’avversario: Andy Murray.


Ritratto magnetofonico 

collage di scritti letterari e testimonianze radiofoniche di Felice Filippini

a cura di / regia 

5 x 15 minuti

con Claudio Moneta

Disegnavo già in fasce, e disegnerò, anziché scriverlo, anche il mio testamento; così si può dire che disegnai anche quando scrissi i libri.

Felice Filippini fu un personaggio eclettico, carismatico, ricolmo di curiosità e passioni. Per lui “Non avere qualcosa da dire rimava con morire”, essere “onesti e scomodi” era l’unica soluzione per potersi guardare allo specchio e addormentarsi. Ne ho conosciuti di uomini e donne di questa levatura, con questa fame animale per la vita, ben coscienti di tutto quanto il loro divorare avrebbe comportato. Li ho ammirati e presi a esempio. E tutti quei pochi, con quel coraggio lì intendo, allertano dal vagabondare in quel territorio di chiaroscuro che è il mescolarsi di arti. “Attenzione all’amore per la gente!” aggiungono “Porta a ritrovarsi nelle strade, con gli sconfitti, con gli ultimi, ma è vita!”.

Se c’è una lezione che Felice Filippini ci può dare è quella della curiosità. Curiosità che porta a indagare, riflettere, conoscere e manifestare le proprie opinioni. Curiosità che porta all’essere liberi, nonostante tutto il chiacchiericcio che quel tipo di libertà produce negli invidiosi. Eh già, non c’è verità più contemporanea.

“Perdonatemi” scrive Filippini “è sterminato quanto uno può combinare in quasi trent’anni. Quadri, disegni, affreschi, tappezzerie, romanzi, saggi, drammi radiofonici, ballate, opere di teatro; traduzioni, quel po’ di giornalismo … e trova anche il tempo di annoiarsi, se un giorno non gli è riuscito di recarsi nell’atelier…” Duro lavoro e vivere, questa è la strada, cercando “Tra le trippe qualche pepita di poesia”.


Semm ammò chi 

testo e struttura seriale

regista della terza stagione

Puntate testo stagione 1 / 2015: Vegn giò ol mond, Pagüra, L'inno, Ul sögn, Obbligo o verità, Aspettando, South Switzerland Fusion Cookery, Aspettando, Divieto obbligatorio, La compagnia da l’anèll, L’asan e la pagüra dal diverso, La nocc prima dalla data presunta per il parto, La fin l’è l’inizi, 

Puntate testo stagione 2 / 2016: Cospirazione, C'era una volta, Ol testamenti, Ol penultima desiderii, RIÜNION DA FAMIGLIA, Brain storming in salsa ticinesa

Nel solco della tradizione torna alla RSI la commedia dialettale interpretata da una nuova compagnia di attori che ci portano in un territorio insolito per il teatro radiofonico dialettale: quello della situation comedy. Al centro della sitcom “Semm ammò chì” una famiglia e un paese, come ce ne sono tanti nella Svizzera italiana; né grande né piccolo, che ha visto la progressiva chiusura del negozio, della banca, del panettiere e della scuola.


Il cuore di Kosciuszko

da una storia realmente accaduta, una radiocommedia

testo e regia 10 x 15 minuti 

con: Adele Pellegatta, Amanda Sandrelli, Anahì Traversi, Mario Cei Diego Gaffuri, Igor Horvat, Davide Garbolino, Claudio Moneta, Matteo Carassini, Augusto di Bono / musiche originali di Zeno Gabaglio (violoncello) e Andrea Manzoni (pianoforte) registrate da Gabriele Kamm / Sound design Angelo Sanvido / RSI RETEDUE 2014

Mercoledì 16 ottobre 1895. Villa Morosini, Vezia. Il cuore imbalsamato del Generale polacco Andrzej Tadeusz Bonawentura Kościuszko viene consegnato a una delegazione di suoi connazionali che riportano la reliquia dell’eroe in patria. Quel giorno la Storia di un’epoca: Rivoluzione francese, polacca, americana, l’atto di mediazione, gli austriaci, la musica di Verdi, quella di Boito, la Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia, l’Artusi … Tutto si mescola in una radiocommedia raccontata dai veri protagonisti di questa incredibile vicenda e dalla servitù che, salendo e scendendo tra i piani della villa, cerca di capire come sia possibile che il mondo, per un pomeriggio, si condensi in un piccolo paese della Svizzera Italiana. E così, tra arrivi e partenze, tra imprevisti e confessioni, la realtà si trasforma in farsa. Eh sì, come scrive nel Falstaff Arrigo Boito (presente alla nostra riconsegna): Tutto nel mondo è burla. L’uomo è nato burlone.


SVIZZERASCHWEIZSUISSESVIZRA14

testo, regia, sonorizzazione 16 x 14 minuti

un progetto di / ein Projekt von / un projet de / ün proget da: Flavio Stroppini

testo originale / Originaltexte / texte original / text original Rumantsch: Flurina Badel, Francais: Matthieu Megévand, Deutsch: Marina Bolzli, Italiano: Flavio Stroppini, Traduzioni / Ubersetzung / Traductions / Traducziuns: Anna Allenbach, Flurina Badel, Fabiana Baettig, Jennifer Joffre, Marcella Pult, Gabriella Soldini, Annalea Stuppan, con / mit / avec / cun: Eva Allenbach, Flurina Badel, Roberto Betti, Sara Francesca Hermann, Igor Horvat, Lorenzo Polin, Cristina Zamboni, Musiche / Musik / Musiques / Musica: Thomas Guggia, Antoine Joly, Dimitri Loringett, Marcel Zaes, Registrato allo Studio 4 della Radio della Svizzera Italiana Rete Due: da Angelo Sanvido, Aiuto regia: Igor Horvat, Sonorizzazione e regia: Flavio Stroppini, Produzione esecutiva romancia: Dimitri Loringett, Project manager: Monica De Benedictis / Una produzione Nucleo Meccanico / In coproduzione con: Gabriele Capelli Editore, Gwenstival Festival Internazionale di Radiofonia, Swiss Internet Radio Gwendalyn, ZWEETZ Produzioni / con il sostegno: Fondazione Svizzera Radio e Cultura, Repubblica e Stato Cantone Ticino Fondo Swisslos, Fondazione Oertli, Radiotelevisione Svizzera Italiana Rete Due

Immaginiamo (…)

Poco dopo il tramonto, la luce definisce solo i contorni. 4 persone sulla parete nord dell’Eiger. Uno svizzero italiano, uno svizzero francese, uno svizzero tedesco e uno svizzero romancio. Sono partiti il mattino per la risalita. Ci metteranno 2 giorni. La notte è sta- re agganciati alla roccia. Lassù, prima di addormentarsi pensano alla Svizzera. Ognuno solo, con i suoi dubbi, le sue certezze, le sue domande e i suoi sogni.

1 radiodramma nelle 4 lingue nazionali. 4 autori, 4 musicisti, 6 attori, 7 traduttori, 1 regista e molti altri, tutti insieme a raccontare i 4 volti della Svizzera. Per capire come que- sto paese abbia sviluppato un’identità multipla. Per scoprire come le differenze costituiscano un’unità. Una Svizzera, Quattro svizzere. 1. 4. S14.


Il disastro di San Paolo

testo e regia 5 x 15 minuti

con Claudio Moneta, Anahì Traversi, Igor Horvat, Matteo Carassini, Davide Garbolino, Massimiliano Zampetti, Mario Cei, Alessandro Castellucci, Sound Design Angelo Sanvido / RSI RETEDUE 2014

Sono passati novant'anni. La mattina del 23 aprile, verso le 2.30, alla stazione di smistamento di S. Paolo, presso Bellinzona, 2 treni rimorchiati da due locomotive si scontrarono. Il disastro causò 15 morti e molti feriti.

Ricordo quando ho visto la scatola. Di cartone, tenuta assieme da nastri adesivi ferroviari di una ventina d’anni fa. In un angolo, a penna la scritta "Colui che apre questa scatola sappia di aprire uno scrigno del tempo. Nessuno perda un solo documento che vi è contenuto." L’ho aperta e dentro: perizie, fotografie, verbali, articoli di giornale, appunti di avvocati, elenchi di materiali e resti umani, circolari, telegrammi, orari ferroviari, lettere … Tutto il materiale di quel disastro era disordinatamente catalogato in quell’archivio improvvisato. E’ così che è nato il radiodramma. Bisognava restituire quella storia, farla rivivere, non farla dimenticare. Raccontare è anche restituire un pezzo di memoria alla popolazione. Sì, è questo un senso. Restituire la propria storia, le proprie storie. 


Caschi il mondo!

testo e regia (5 puntate x 15 minuti)

con Enrico Bertorelli, Ketty Fusco, Adele Pellegatta, Mario Cei, Antonio Ballerio, Diego Gaffuri, Massimiliano Zampetti  Sound Design Angelo Sanvido / RSI RETEDUE 2013

Tutti mi consigliano severamente / di non fare più nulla / di non pensare a nulla / di non occuparmi in nulla / di non alterarsi mai mai ma/ caschi il mondo! Così scrive Giuseppe Verdi all’amica Giuseppina Negroni Prati Morosini. Siamo nell’agosto del 1900, da mezzo secolo i due si scrivono, si incontrano e convivono il mondo. E’ questa la storia. Il carteggio Verdi-Morosini (Istituto nazionale di studi verdiani / Archivio storico Città di Lugano) il centro della narrazione. La storia privata si mescola alla Storia costruendo un ritratto inedito e privato del Maestro e della riservata Morosini (Io dipingo, leggo, suono e vedo poca gente, e mi pare sempre troppa).

L’autore e regista Flavio Stroppini ha approfittato del lavoro svolto da Piero Montorfani e Giuseppe Martini per comporre un percorso radiofonico tratto dai materiali dell’esposizione “Caro Verdi…” / “Cara Peppina…” Il carteggio con la contessa Negroni Prati Morosini, prevista alla Biblioteca Cantonale di Lugano dal 14 marzo al 13 aprile 2013.


Caro Charles,

testo e regia (7 puntate x 15 minuti)

Matteo Carassini, Igor Horvat, Augusto di Bono, Massimo Loreto, Antonio Ballerio, Adele Pellegatta, Elda Olivieri, Diego Gaffuri, Massimiliano Zampetti, Anahì Traversi, Dario Sansalone, Maurizio Pellegrini / Sound design di Angelo Sanvido / RSI RETEDUE 2012

Nel 1911, Le Corbusier lasciò Berlino ed intraprese un viaggio che sarebbe durato fino alla fine dell’anno e lo avrebbe condotto attraverso la Germania, la Boemia, l’Austria, i Balcani, la Romania, la Bulgaria, l’Ungheria ad Istanbul, ad Atene, fino al Monte Athos, per poi ricondurlo in Svizzera attraverso l’Italia. Chiamò l’esperienza “Voyage d’orient”. Oggi cosa rimane? Perché non raccontare il viaggio cento anni dopo, ripercorrendolo? Perché non ripercorrerlo accompagnati dallo stesso Le Corbusier? È così che tra osterie, campi, monasteri e dogane si rivela il racconto. Una serie di incontri con la realtà e con fantasmi. Il passato e il futuro si mescolano in un possibile presente.

Il progetto, realizzato grazie al sostegno della Fondazione Svizzera di Radio e Cultura ha come partner RSI Rete Due che ha seguito il viaggio nell’estate 2011. Un contributo scritto è stato pubblicato settimanalmente dal quotidiano La Regione. Gabriele Capelli Editore (GCE) ha pubblicato “Pellegrino di cemento”. Per maggiori informazioni è possibili consultare il sito www.voyagedorient.ch 


I suoni di Arnold

Testo, regia e sonorizzazione _18 puntate x 6 minuti

"I suoni di Arnold" di Flavio Stroppini e Monica De Benedictis, in onda alle 24.00 su Rete Due dal 9 luglio al 1° agosto è una storia raccontata a parole, immagini e suoni. Un viaggio dalle Alpi elvetiche fino ad un'isola greca delle Piccole Cicladi dove c’è un vagone ferroviario degli anni ’60 con la scritta Ferrovie Federali Svizzere e gli abitanti conoscono il nome Andermatt. Arrivò nel 1974. Lo portò Arnold Hünsperger in sella ad un trattore Hürlimann D70 . 

"I suoni di Arnold" fanno parte del progetto "Il viaggio di Arnold". Oltre ai "suoni" le "parole" (ogni settimana sul quotidiano La Regione Ticino), e la "voce" (monologo teatrale che verrà presentato al Teatro Sociale di Bellinzona nel mese di dicembre). Al centro della piattaforma narrativa il sito web (www.ilviaggiodiarnold.ch).  


Meglio che niente

di Mario Mucciarelliregia (45 minuti)

con Silvia Pietta, Domenica SanninoMichela Azteni, Carla Stara. Giuseppe Salmetti, Daniele Monachella, Vincenza Pastore, Stefania Monaco, Sara Drago, Eva Beriatou, Davide Paciolla, Luca Damiani. Musiche originali dal vivo di Zeno Gabaglio

Trasmesso in diretta dal Teatro Filodrammamtici di Milano su Rai Radio3, sulla ReteDue della RSI e sul circuito delle radio universitarie RadUni (nell'ambito del progetto Crediti d'autore).

Mica facile la vita di una madre cinquantenne. Soprattutto se il tuo ex marito ha sempre l’ufficio pieno di belle studentesse, c’è un maniaco telefonico che ti chiama di continuo, e il tuo secondogenito, quello che vive ancora a casa, sembra deciso a compiere il peggiore dei delitti: andare a fare un lavoretto. Ma c’è sempre una soluzione, anche se per trovarla bisogna mettere in mezzo il Canada, un’improbabile ricetta di pesce e un incontro con una studentessa svitata. Meglio che niente.


Il male minore 

di Anna Ruchat

adattamento e regia (30 minuti)

con Adele Pellegatta / Laura Zeolla /  Antonio Ballerio / Sound design Angelo Sanvido / RSI RETE2 2012  


Le voyage d'orient

Testo, regia, sonorizzazione

55 puntate x 6 minuti 

Nel 1911 Le Corbusier intraprese un viaggio che lo portò ad attraversare, partendo dalla Germania, i Paesi dell'est europeo fino alla Grecia per poi ricondurlo in Svizzera attraverso l'Italia. Chiamò l'esperienza Voyage d'orient. Oggi cosa rimane? Perché non raccontare il viaggio, cento anni dopo, ripercorrendolo? Così, con mezzi pubblici, Flavio Stroppini si sposta tra i paesaggi dell'est, avendo come guida gli appunti e gli schizzi di Le Corbusier. Ogni giorno impressioni diverse, altri ambienti sonori, altre storie, realizzate dall'autore in presa diretta durante il viaggio. "La vita non appartiene a quelli che sanno ma a quelli che scoprono", scriveva il grande architetto e chissà cosa rimane, delle scoperte, cent'anni dopo.  


Il testimone indesiderato

Opera radiofonica di Gino Negri su testo di Giuseppe Brusaregia (60 minuti)

Con Ensemble ‘900 del CSI, Claudio Moneta, Augusto di Bono e Massimiliano Zampetti / Tecnici del suono Lara Persia, Wolfgang Mueller, Angelo Sanvido, Fabrizio Rosso, Perry Tièche / Direzione: Francesco Bossaglia /registrato domenica 13 marzo 2011 – Auditorio Stelio Molo della RSI - Lugano

Iniziato nella rassegna 2009/2010 con il lavoro di Bruno Maderna e Giuseppe Patroni Griffi "Il mio cuore è nel sud", prosegue il percorso nel mondo dei radiodrammi prodotti in collaborazione con il Settore Prosa della RSI e ilConservatorio della Svizzera italiana.In questo caso, a complemento di Finirò per svegliarmi, la serie di trasmissioni su Gino Negri proposte da Rete Due, si offre l'ascolto di un'opera radiofonica del compositore italiano. Gino Negri fonde lo stile del cabaret e della canzone con il teatro musicale di tradizione colta. Appassionato indagatore dei rapporti tra parola e suono, fra poesia e musica, fra invenzione letteraria e forma musicale, propone un linguaggio teatrale intessuto di innumerevoli richiami alla tradizione del melodramma, dell'operetta e della canzonetta.Ne Il testimone indesiderato la parte del protagonista è inserita nella partitura musicale rendendo ancora più interessante l'esecuzione dell'opera, diretta da Francesco Bossaglia.


Fogli dal tascapane 

di Max Frischregia (5 puntate x 15 minuti)

Con Matteo Carassini / Suono: Angelo Sanvido / RSI Rete2 2011 

Nel settembre del 1939 la Confederazione si mobilita in seguito alla minaccia di un’invasione da parte del Terzo Reich. Migliaia di giovani vengono inviati lungo i confini. Molti in Ticino. Tra questi il soldato semplice Max Frisch che scrive un diario intimo, un dialogo con un presente difficile e un futuro incerto. E così ascoltiamo la “vita militare”, tra umorismo e sarcasmo, tra esercitazioni improvvise e osterie, tra ricordi e desiderio d’identità. Canzoni popolari, marce militari e ambienti sonori si amalgamano ricreando la natura del Ticino, con le sue valli, i suoi laghi e la sua vita che affascinarono il giovane autore. Perché l’essere umano si rivela più chiaro, efficace e generoso, quando è costretto da una grande e consapevole minaccia che sovrasta tutto, in ogni momento.  


In difesa del tunnel

testo e regia  (20 minuti)

con Diego Gaffuri, Roberto Betti, Ueli Jäggi, Cito Steiger, Maria Pia Belloni, Anahi Traversi / musiche originali di Zeno Gabaglio / suono Lara Persia / RSI Rete 2, 2010

Quattro ottantenni ex commilitoni s’incontrano all’Ospizio del San Gottardo per una missione speciale nel giorno della festa per la caduta dell’ultimo frammento.


Lettere di Giuseppe Verdi 

regia (5 puntate x 5 minuti)

con Ketty Fusco, Augusto Di Bono / suono Lara Persia / RSI Rete 2, 2010


Storie di streghe 

testo e regia (2 puntate x 15 minuti)

con Anahì Traversi, Davide Fior, Ella Dimitrieva, Fabiano Rizzi / Musiche originali di Zeno Gabaglio / RSI Rete2 - Nucleo Meccanico, 2010

Un giornale del Ticino ha scritto „Quel maledetto lunedì 5 novembre, l'uomo era uscito con degli amici nel tardo pomeriggio. Dopo una serata di bagordi, a Bodio, ha incontrato la prostituta moldava Anya, 28 anni. Il rapporto a pagamento è finito in aggressione: con una presa al collo, l'uomo le ha schiacciato il nervo vagale, provocandone la morte immediata. Credendola solo svenuta, l'ha lasciata nel letto.“ Anya di vero nome fa Natalia. Viene dalla Transnistria, una regione della Ex URSS. A Natalia piace il vento che scende dal San Gottardo, perché le ricorda tutto. Ogni granello di polvere è uno schiaffo. Un ricordo. Una storia. Questa storia la racconta Annalisa, un’anziana scrittrice appassionata di racconti sulle streghe. Come le Lunocc, che a Gnosca, una notte di molto tempo fa, vennero gettate in un pozzo, ad affogare. Tra tutto questo un forte temporale, la natura che che cerca di sfogarsi in esplosioni disordinate. Questa è una storia di streghe, una storia di follia, una storia di umanità. Una storia che non cambia nulla, che è già successa, che succede tuttora e che succederà domani. Inevitabile, come un temporale


Le avventure del Geco

testo (8 puntate x 10 min.)

regia di Alan AlpenfeltEtà dell’oro -Biennale dell’immagine Chiasso, 2010/11

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Aiuto-regia

All'Angelo Blu, Commedia musicale, regia di Mariella Zanetti, RSI Rete2 - 2013

Concorso di scrittura teatrale - lettura scenica regia di Mariella Zanetti, RSI Rete2 - 2012 

Le madri atroci, di Sandrone Dazieri, regia di Sergio Ferrentino, Autorevole, Fonderia Mercury - 2012 

Il contabile e le murene, di Pino Corrias, regia di Sergio Ferrentino, Autorevole, Fonderia Mercury - 2012

Radiogiallo, di Carlo Lucarelli, regia di Sergio Ferrentino, Autorevole, Fonderia Mercury - 2012 

Radio I, di Samuel Beckett, regia di Sergio Ferrentino, RSI Rete2 - 2012

Radio II, di Samuel Beckett, regia di Sergio Ferrentino, RSI Rete2 - 2012

Cascando, di Samuel Beckett, regia di Sergio Ferrentino, RSI Rete2 - 2012

Parole e Musica, di Samuel Beckett, regia di Sergio Ferrentino, RSI Rete2 - 2012

La tredicesima notte, di Ugo Leonzio, 15 puntate, RSI Rete2 - 2011

La montagna incantata, da Thomas Mann, adattamento/regia di Raffaella Zanetti, 15 puntate, RSI Rete2 -2011 


Fiabesque 

regia / 4 fiabe

Fiabe moderne sonorizzate e musicate per il web

www.fiabesque.ch