Radiodrammi (2)

ESSERE O...  

Testo e regia di Flavio Stroppini 

con Augusto Di Bono, Matteo Carassini, Margherita Coldesina, Marco Cortesi, Mario Cei, Gualtiero Scola, Nicolas Joos 

Registrazione ed editing in olofonia Thomas Chiesa 

Produzione Francesca Giorzi 

RSI Rete Due 2018

Sul palco di un teatro di periferia Orlando Tempestazzi, grande attore decaduto, è in scena con l’Amleto. Tra pochissimo toccherà a lui: atto III scena I, Amleto entra sul palco credendo di essere solo mentre in realtà è spiato da Polonio e dal Re Claudio che vogliono osservare il suo comportamento con la giovane Ofelia. Qualcosa però non va come previsto. Orlando Tempestazzi inizia il monologo. “Essere o…” e non riesce più ad andare avanti. Cosa gli sarà successo? 


Black Friday 

Testo e regia di Flavio Stroppini 

con Margherita Coldesina, Dario Sansalone, Margherita Saltamacchia, Nicolas Joos, Tatiana Winteler, Matteo Carassini 

Registrazione ed editing in olofonia Thomas Chiesa 

Produzione Francesca Giorzi 

RSI Rete Due 2018

L’alba del black friday. In coda davanti al magazzino Harvey & Rolles troviamo Devon e Luce. Entrambi con problemi diversi ma con una soluzione comune: acquistare qualcosa. Mentre s’avvicina l’orario di apertura la folla diventa inquieta. Cosa accadrà? La gente fluirà ordinatamente nel grande magazzino o sarà una battaglia?


BELLINZONA, MARZO 1918

Testo e regia di Flavio Stroppini

Con Matteo Carassini, Camilla Parini, Flavio Sala e Yor Milano 

Editing, sonorizzazione e presa del suono Yuri Ruspini

Produzione Francesca Giorzi

 

RSI Rete Due 2018

Alla fine della prima guerra mondiale la Confederazione si ritrova a dover razionare i beni di prima necessità. Queste misure colpiscono soprattutto gli operai. Come venne scritto: La fame batte alle porte di ogni famiglia che vive del proprio lavoro. Alla fine dell’inverno, il 18 marzo 1918, la popolazione di Bellinzona, esasperata dalla irregolare, costosa e insufficiente distribuzione del latte, ha in un impeto di rabbia collettiva, invaso, lunedì sera, la centrale, distruggendo le macchine, gli attrezzi, i recipienti, il mobilio, la cassa, i registri. Di tutto fece un gran falò in Piazza del Sole (Libera Stampa). Sarà uno degli stimoli alla proclamazione lo sciopero generale dell’11 novembre.

In “Bellinzona, marzo 1918” raccontiamo la grande Storia attraverso lo sguardo di gente comune, che in quel guazzabuglio trovò la forza di alzare la testa.


Rapporto agli eredi

Adattamento radiofonico e regia Flavio Stroppini

Con Mario Cei, Antonio Ballerio, Massimiliano Zampetti, Gualtiero Scola, Tatiana Winteler

Tecnici del suono: Yuri Ruspini

Produzione Francesca Giorzi

RSI Rete Due 2017 

Una lettera scritta ai propri figli diventa, nelle fantasiose mani di Felice Filippini, un caleidoscopico “Rapporto agli eredi”. Scritto sotto forma di diario il testo è stato per anni a riposare nel Fondo Felice Filippini presso l’Archivio Prezzolini della Biblioteca Cantonale di Lugano. Nell’anno del centenario della nascita del poliedrico artista ticinese Rete Due ha scelto di raccontare questa storia intrigante, che rivela alcuni meccanismi del mondo dell’arte ai più sconosciuti. Se “Rapporto agli eredi” avesse un sottotitolo questo sarebbe “Di come Felice Filippini affondò in un mare popolato da squali e ne riemerse con ferite non letali”.

"Ecco cosa vi racconto. Cosa accade quando qualcuno esce dalla porta della sua casa con la sua arte sotto braccio e si ritrova per strada. E la guarda, tutta la sua opera, tutti quei fogli... E cerca di tenerli protetti da tutte le intemperie. Ecco perché vi scrivo. Perché prima d’uscire vi potrebbe essere utile osservare vostro padre che cerca di tenersi ritto tra tempeste e temporalini". 
(Felice Filippini, da Rapporto agli eredi)


fabula

50 radiodrammi

un progetto di Flavio Stroppini e Monica De Benedictis

testi Flavio Stroppini, Monica De Benedictis

con Adele Pellegatta, Silvia Pietta, Daniele Ornatelli, Dario Sansalone e Davide Garbolino 

musiche originali composte ed eseguite da Andrea Manzoni

con Matilda Colliard, Jacopo Ogliari e Martino Pini

registrati da Piergiorgio Miotto; tecnico pianoforte Alvise Biolcati Rinaldi

sound design William Geroli

regia Flavio Stroppini

produzione Monica De Benedictis

con il sostegno di: Fondazione Svizzera per la Radio e la Cultura, Promozione della Cultura Cantone dei Grigioni

Una valle. Spazzata da venti settentrionali, incastonata tra le montagne più alte della Rezia. Ricca di ghiacciaie, laghetti e sorgenti. Ricca di cristalli e pietre e ori. Popolata da fagiani, orsi, lupi e bestie. Colonizzata con la fatica da uomini vivaci e donne lavoratrici. 2600 anni di storia.  172 personaggi. Cinquanta radiodrammi. Quattro ore e dieci minuti. Questa è FABULA. Antichi romani, processi, rivolte, francesi, cartaginesi e draghi. Esecuzioni, streghe, lupi, orsi ed unicorni. Poi nani, crociati, inondazioni e incendi. Risalendo la storia fino a i giorni nostri.

01 – LA VALLE

Testo e regia

Una Valle. Spazzata da venti settentrionali, incastonata tra le montagne più alte della Rezia. Ricca di ghiacciaie, laghetti e sorgenti. Popolata da fagiani, orsi, lupi e bestie. Storie e leggende raccontate per secoli, a partire dall’età del rame.

02 – FIGLI DI CHI

Regia

Secoli prima della fondazione di Roma, la Valle era abitata da pochi pastori. A loro si mescolarono i Leponti, soldati malati lasciati indietro da Ercole, o forse Armeni condotti da Ascenas una volta entrato in Germania tre secoli dopo il diluvio universale, o forse ancora gente Gallo-celtica di origine germanica…

03 – IL SOGNO DI LUSTULLUX

Testo e regia

584 a.C. Gente toscana abbandonò il proprio territorio in seguito all’invasione dei Galli. In cammino, Cecco e Lustullux sono indecisi se oltrepassare le Alpi o fermarsi prima. Arrivare in terra elvetica sarà una buona idea?

04 – IN FUGA DA ANNIBALE

Testo e regia

In fuga da Annibale, molti Romani scapparono dalla capitale. Tizio e Caio, in cammino verso nord, temono di aver sbagliato strada. La direzione l’hanno avuta da Sempronio… Già. Ma dov’è finito Sempronio?

05 – IL MASSACRO DI NESTORIS

Regia

100 a.C. Il sacerdote pagano Nivel è il custode dei tre templi della Valle. Dopo anni ad accaparrarsi i beni degli abitanti, si ritira in val Calanca per fuggire i malumori causati. Lo raggiungono Nestoris e la moglie, anch’essi in fuga.

06 – ALDIBERTO IL CRUDELE

Testo e regia

50 a.C. La Valle passò sotto la dominazione romana. Il crudele Aldiberto fece costruire l’inaccessibile castello della Rocca, dove si rifugiò per fuggire il malcontento popolare. Una giovane donna, subite le sue prepotenze, cattura trenta fagiani per spodestarlo.

07 – LE TRAVI DELL’IMPERATORE

Testo e regia

Centinaia di legionari attraversarono la Valle, portando sulle spalle enormi travi di legno. Il legno pregiato della Rezia in viaggio per Roma! La gente del posto osserva il lungo serpentone scendere verso sud. Poco sanno dell’impero romano…

08 – IL DRAGO

Testo e regia

376 d.C. Un drago si nasconde tra le montagne. Accoppiatosi a una capra, dà la vita a uno strano animale con le fattezze di un serpente che verrà ucciso dalla sua stessa madre. Giovanni e Samuele pensano di farne un’attrazione turistica. Già, ma come catturarlo?

09 – EROISMO DELLA VEDOVA RUPILLA

Regia

402 d.C. Uno degli inverni più freddi che si ricordino. E come se non bastasse, la Valle venne invasa dai Goti. I giganti del nord spingono i cavalli nella neve, armati di lance e protetti da corazze e pellicce. A respingerli, l’inventiva di una vedova devota alla Chiesa e alla patria.

10 – LA TOMBA DI RINALDO

Regia

412 d.C. La Valle si affrancò dall’impero romano per arrendersi subito dopo ai Goti, guidati da Rinaldo Nordman. Alla sua morte, in molti cercano la tomba, che si diceva custodisse enormi tesori. Una donna e due uomini si incontrano al cimitero. 

11 – LA SOMMERSIONE DI DRENOLA

Regia

539 d.C. La valle passò sotto il dominio dei Franchi. Vennero costruite tre chiese e tre cimiteri e si iniziò a litigare: la mia chiesa, il mio cimitero, il mio orto è più bello del tuo… Dio se ne ebbe a male e scaricò una violenta pioggia sulla valle e i suoi campanili. Franco e sua moglie si rifugiano in chiesa seguiti da un corvo. 

12 – IL NANO DI RAVAGNO

Testo e regia

Medioevo. La Valle venne invasa dai Longobardi. Tempi di orrori, paure e superstizioni. Vanni, Sandra e Giacomo si recano dal Nano di Ravagno, un metro e 21 di intelligenza fuori dal comune che dispensa consigli – e soluzioni – e guarisce da ogni tipo di malattia.

13 – LA VENDETTA DI FARIOLO

Regia

700 d.C. Alto medioevo. L’Europa è in fiamme: Arabi, Normanni, Unni, Visigoti, Ungari, Longobardi combattono gli uni contro gli altri. La valle è tornata in mano ai Franchi. Fariolo uccide il figlio del conte per vendicare l’onore della sorella Lena.

 14 – 720 d.C

Testo e regia

720 d.C. Anno bisestile secondo il calendario Giuliano. Anno gramo dunque, così si credeva in valle. Nonostante la fede cristiana avesse scalzato gli dei pagani, nella gente rimanevano ben salde le antiche superstizioni. Quattro amici salgono in montagna per accendere un fuoco di purificazione. La situazione però scappa loro di mano.

15 – UNA VIRTUOSA RESISTENZA

Regia

Il secolo di Saladino, Gengis Khan, Barbarossa… L’Inghilterra in guerra civile, viene fondata Berna, le università si diffondono in Europa. In Valle il conte pretende lo ius primae noctis dalle novelle e spaventate mogli dei vassalli. Al castello, è l’avanguardia della rivoluzione femminista.

16 – PRIMA I NOSTRI

Regia

Sono passati pochi anni dall’epidemia che nel 1168 dimezzò la popolazione. Per ripopolare la Valle, il governo concesse la nazionalità a chiunque la richiedesse. Una famiglia di Gorgonzola si presenta all’ispettore cantonale convinta di avere la nazionalità elvetica in tasca.

17 – RITORNO DALLE CROCIATE

Regia

1204 d.C. Periodo di crociate, molti guerrieri andavano e venivano dalla Palestina. Uno di questi fu trovato ai piedi di un castano con un pugnale piantato nel cuore. Dagli oggetti di valore ritrovati sul corpo, si dedusse fosse un nobile cavaliere. Non poteva trattarsi che di un suicidio…

18 – LA SORGENTE D’ORO

Regia

1303 d.C. A Roveredo morì un ricco possidente. In passato Giulio Bologna era stato tutt’altro che ricco. Anzi, era un sarto povero in canna. Da un giorno all’altro, Giulio divenne ricchissimo. La Valle si adoperò in diverse congetture. Si scoprì che Giulio andava sovente Milano dove vendeva polvere d’oro…

19 – LA FORZA DI BRION

Testo e regia

1443 d.C. Brion era famoso per la sua forza. Trasportava pesi impossibili ed era capace di uccidere un cavallo con un solo pugno. Morì per un colpo di apoplessia vicino alla parete di un monte, da quel momento noto come La crona di Brion. Due donne preparano il suo corpo per le onorificenze funebri.

20 – ANNA OLIVA LA STREGA

Regia

Si faceva strada nel 1400 la superstizione e la credenza nelle streghe, che provocò la condanna a morte di persone innocenti, per lo più donne. Si supponeva che queste si radunassero sulla cima dei monti o nei boschi alla presenza di animali feroci, in prevalenza gatti.

21 – IL PROCESSO

Testo e regia

1492 d.C. La paura nelle streghe era tale che, appena qualcuno veniva incolpato di stregoneria, subito era denunciato e portato in tribunale. Tra i molti, viene processato Battista Fasolo, accusato di stregoneria per aver addomesticato una volpe.

22 – FIGLIO DI DUE PADRI

Regia

1503 d.C. Due fratelli vivevano insieme con le rispettive consorti, nella casa di famiglia. Francesco Splendori aveva un figlio e una figlia, Pietro Splendori un figlio pressapoco della stessa età dei nipoti. In assenza dei due uomini, muore il figlio unico di Pietro.

23 – LA MORTE EROICA DI GASPARE BOELINI

Testo e regia

1515 d.C. Gli Svizzeri vennero massacrati alle porte di Milano: fine dell’avventura espansionistica elvetica. Da quel momento ci si occupò degli “affari interni”. Gaspare Boelini, il cancelliere della Valle, viene chiamato dal figlio del Signore Gian Giacomo Trivulzio affinché annulli l’acquisto di un castello che non poteva più permettersi.

24 – STAGNO

Testo e regia

1570 d.C. Pietro Maggio di Roveredo commerciava stagno. Venuto a sapere che il monastero di Cazis era stato messo al pubblico incanto, radunò muli e aiutanti e andò ad acquistare a basso costo tutto lo stagno di cui il monastero era fornito. Non ti immischiare in queste cose, gli dicevano tutti… 

25 – ARRIVA, ARRIVA!

Regia

1583 d.C. Il 3 di Novembre, l’arcivescovo di Milano San Carlo Borromeo arrivò nella Valle in aiuto alla delegazione di preti che lo avevano consultato circa il diffondersi della riforma protestante. Durante la sua permanenza vennero processate 160 persone. Condannate a morte sul rogo 11, di cui 10 donne: stregoneria.

26 – IL CANE BASTARD

Testo e regia

1596 d.C. Il cane Bastard salvò la vita al suo padrone, caduto da una roccia. Per la precisione, portò i soccorsi al suo capezzale. L’uomo tuttavia morì per ben altre ragioni di lì a poco tempo e Bastard venne “adottato” dalla moglie del fratello. Lei sì che voleva bene a quel cane…  

27 – I CORPI DEI MARTIRI

Regia

1662 d.C. La Chiesa di S. Maria di Calanca venne onorata del corpo di San Armento martire. Due anni dopo, il cavalier Giacomo Marzio ottenne da Papa Alessandro VII il corpo di San Doroteo. Le reliquie del martire arrivarono a Roveredo la seconda festa di Pentecoste. Quanti santi nella Valle!

28 – NON APRIRE QUELLA PORTA

Regia

1704 d.C. A due frati venne concesso in donazione un locale di Roveredo, con l’unico obbligo di fare scuola gratuitamente ai ragazzi. Nacquero in valle il partito fratista e quello pretista, disordini, poi risse e faide. Il tribunale la diede infine vinta ai prestiti: via i frati! Già, ma i due cappuccini…

29 – LA LUNA DEI FOLLI

Testo e regia

1731 d.C. Agosto, la notte del matrimonio del figlio del sindaco. In Valle si verificano disordini: alcool e oscenità. La luna dei folli la chiameranno. Un baccanale alla maniera dei francesi, sentenzia un giudice. Poi l’imbarazzo. Ma no! Saranno tutte maldicenze delle invidiose valli limitrofe…

30 – LA RIVOLTA

Regia

Prima metà del 1700. Fratisti, pretisti, riforma e cattolicesimo. Spargimento di sangue, lutti e riunioni segrete per liberare il compagno Giovannelli. Come se non bastasse, in Valle arriva pure l’influenza.

31 – L’AMORE PERDUTO

Regia

Seconda metà del 1700. Clemente e Giuseppe sono grandi amici, entrambi innamorati della stessa donna. Maria è più incline a preferire Clemente, suo padre propende per Giuseppe, suo nipote. Che fare? I due decidono di tirare a sorte. O meglio, se la giocarono a spada.

32 – L’OCCUPAZIONE DEI MANGIARANE

Testo e regia

1789 d.C. Liberté, Égalité, Fraternité… E la Svizzera venne conquistata dai Francesi. Alla faccia della libertà! Nella Valle arrivarono soldi, amministratori e reclutatori. Madre e padre si oppongono allo spirito patriottico e interventista del figlio. 

33 – LA CONFESSIONE

Regia

1833 d.C. In Valle venne pubblicato un progetto anonimo di modifica alla Costituzione dei Cantoni. Si scoprì che l’opuscolo era stato scritto da una società segreta, che voleva colpire l’immunità ecclesiastica. Un padre di famiglia va in chiesa per confessarsi.

34 – IL DILUVIO

Testo e regia

1834 d.C. Durante la notte del 27 Agosto, un terribile tuono, simile a un terremoto, scosse la Valle. Seguì una pioggia che in breve tempo sciolse i ghiacciai e trasformò i ruscelli in torrenti. Il mattino dopo nubi grigie, nere, pestilenziali. L’apocalisse arriva nella Valle.

35 – IL COLERA

Regia

1835 d.C. Il consiglio di stato della Repubblica e Cantone del Ticino comunicò al Popolo che, in seguito alla diffusione del temuto morbo del colera, era stata ristabilita la commissione cantonale di sanità e rinnovati alle municipalità i più severi protocolli di polizia: “I cari diletti concittadini sono pregati di non darsi in preda alla paura e all’agitazione!”

36 – PER NON DIMENTICARE

Testo e regia

Nel 1838 Giovanni Antonio a Marca diede alla stampa una versione rivisitata de Il Compendio storico della Valle Mesolcina, pubblicato da lui stesso soli due anni prima. L’autore sentiva la necessità di rimettere mano a quelle storie per secoli tramandate solo oralmente.

37 – MIGRANTI

Regia

In Valle si è sempre dovuti migrare. Adulti, giovani e bambini partivano in cerca in fortuna. A Roma si andava come muratori, nell’impero Austro-Ungarico a esercitare il difficile quanto lucroso mestiere dello spazzacamino; in Francia e in Belgio a fare il vetraio… Alle volte si tornava, altre no.  

38 – CAVOUR, CHE FERRAGOSTO!

Testo e regia

25 agosto 1858. A San Bernardino non se l’aspettava nessuno che un signore di così alto rango, un uomo che parlava con re e imperatori, un ministro insomma… si fermasse in Valle per godere dell’aria frizzante. Che diavolo ci faceva lì Camillo Benso Conte di Cavour?

39 – IL TRENO

Regia

31 luglio 1907. A Mesocco viene inaugurato il secondo troncone della Ferrovia Mesolcinese, che collega la Valle con il Cantone Ticino. Per i Grigioni era la fine di sedici lunghi anni di lotte tra cantoni, federazione, Chiesa e partiti. Il direttore della Società Elettrica Bellinzona – Mesocco saluta la folla accorsa per il taglio del nastro.

40 – IL DUCE

Regia

Nei secoli, fior di illustri signori hanno visitato il San Bernardino: le truppe romane dell’imperatore Costanzo, i predoni Alemanni, Federico II… In un’osteria ai piedi del monte, un cuoco si trova a cucinare una trota in compagnia di…

41 – L’ALCOOL ANNEGATO

Testo e regia

Gianni e Piero portano trecento bottiglie di grappa fin su un laghetto di montagna. Dieci viaggi. Tanta fatica e tanto sudore. D’altronde, se Pietro avesse scoperto chi era stato a rubarle…

42 – AH AH ABBRONZATISSIMI

Regia

Settembre 1943. Seconda Guerra Mondiale. In Valle arriva un gruppo di fucilieri senegalesi prigionieri dei nazisti in Libia, poi passati in Italia, poi in Svizzera. Erano le prime persone di colore viste in Valle. I bambini li osservano con attenzione, anche troppa.

43 – INCENDI

Testo e regia

1997. Un incendio accerchiò la valle ed ettari di bosco vennero mangiati dalle fiamme. Grono, Verdabbio, Castaneda, Santa Maria in Calanca, Leggia e Cama. Pompieri, volontari, protezione civile, imprese private e militari. Elicotteri e camion. Acqua contro fuoco. L’inferno in terra.

44 – IL FOLLETTO

Testo e regia

Talvolta ci sono cose che non riusciamo a capire. Quante volte ci è capitato… Alle tre di notte Nadia e Emma, madre e figlia, camminano verso casa, di ritorno da un concerto. È il momento in cui si fanno sentire i folletti…

45 – L’ORSO

Regia

3 settembre 2015. Viene avvistato un orso in Val di Roggiasca, a sud est di Roveredo, valle laterale della Mesolcina sul versante sinistro della Moesa. Proprio lì, al tramonto, marito, moglie e figlio preparano un barbecue per godere della meravigliosa natura del posto. 

46 – IL LUPO

Regia

8 Settembre 2015. Secondo quanto riferito dalla stampa, un lupo avrebbe sbranato un capriolo a Pian San Giacomo. L’Ufficio Caccia e Pesca del Canton Grigioni non ha dubbi: le ferite riscontrate sul selvatico non sono imputabili a un cane. Padre e figlio provano di nascosto il nuovo fucile.

47 – I DUE GATTI GRANDI

Regia

La leggenda vuole che tra il 1800 e il 1900 due abitanti di San Vittore siano stati sorpresi da due gatti grandi, neri. Più si avvicinavano, più diventavano grandi. A un tratto i due gatti spiccarono un salto e… Nel 2016 madre e figlio osservano le impronte dei due animali.

48 – IL CAFFÈ DELLA MESOLCINA

Testo e regia

Certo, mettersi a produrre capsule di caffè per le macchinette è un’idea come un’altra. Se poi le capsule, casualmente, sono identiche a quelle dei fornitori più famosi e costano meno…. In valle si sono messi a produrre capsule e hanno fatto arrabbiare una multinazionale. 

49 – QUANTA POSTA C’È

Testo e regia

Anni 2000. Case di tre stanze con 23 bucalettere. Ne è piena la valle. La Valle delle fiduciarie! Ecco quello che è diventato questo mondo. Eh già… Il postino suona sempre due volte. Ma se nessuno risponde?

50 – DI UNICORNI E ALTRE MERAVIGLIE

Testo e regia

Curiosi avvistamenti in Val Cama. Due turisti tedeschi riferiscono di un unicorno, poi la segnalazione di una capra a tre corna. Anni dopo c’è chi ha visto una trota a due teste. La Valle sembra essere abitata da animali strani…



DADA | 14 luglio 1916

OMAGGIO AL CENTENARIO DEL DADAISMO 

radiodramma scritto e diretto 

da Flavio Stroppini

Con: Claudio Moneta, Matteo Carassini, Davide Garbolino, Jasmine Mattei, Luca Maciacchini, Riccardo Ruggeri

Musiche originali composte ed eseguite da Andrea Manzoni

Registrazione ed editing voci in olofonia: Yuri Ruspini

Registrazione musiche e sound design Gabriele Kamm

Produzione Francesca Giorzi

 

RSI Rete Due 2016

Da anni il Settore Prosa di Rete Due utilizza il sistema di registrazione binaurale. Ascoltando i risultati con delle cuffie stereofoniche si ha la possibilità di immergersi nel mondo dell’audio 3D.  Dada, 14 luglio 1916 – Omaggio al centenario del dadaismo di Flavio Stroppini, presentato in anteprima al festival Territori e in onda su Rete Due domenica 17 luglio alle 17.35, è un radiodramma, scritto, interpretato e sonorizzato appositamente per l’ascolto in cuffia.

Dada è una nuova tendenza artistica. Così recitò Hugo Ball durante quella prima serata pubblica a Zurigo. Nel piccolo Cabaret Voltaire si radunarono in molti per assistere alle particolari performance dadaiste. Sembra che ci fosse pure James Joyce ed è molto probabile l’arrivo di Lenin. Il rivoluzionario russo abitava a pochi metri e da settimane si lamentava per il rumorio febbricitante provocato dalle prove all’interno del locale. Questa è la nostra storia, un incontro fuori dal comune tra personaggi fuori dal comune. Poi c’è qualcos’altro… il nome. In verità ci sono diverse spiegazioni per l’origine di DadaDada viene dal dizionario. Terribilmente semplice. In francese significa “cavallo di battaglia. In tedesco “addio”, “scendimi di dosso”, “vediamoci qualche volta”. In Rumeno: “Si, infatti, hai ragione, è così. Ma naturalmente, si, in definitiva, giusto”. E così via. Ne abbiamo scelta una particolare, che però potrebbe anche essere quella reale. 


Olimpicamente

Che cosa pensa un atleta mentre compie un’azione sportiva? Quali sono le parole che passano nella testa di chi sta correndo una maratona, lanciando un peso, lottando in vasca per vincere la medaglia d’oro alle Olimpiadi? Ecco da cosa parte Olimpicamente, raccontando i pensieri degli eroi sportivi durante i loro gesti atletici. Musiche originali: Gianluigi Carlone. Ideazione progetto, adattamenti e regia: Sergio Ferrentino

4 minuti e 55 secondi - Gabrielle Andersen Schiess

Di Flavio Stroppini. Adattamento e regia di Sergio Ferrentino
Con: Francesca Zucchero, Patrizia Salmoiraghi
Los Angeles, California, Stati Uniti. 5 agosto 1984. Pomeriggio. Caldo come solo chi conosce Los Angeles può capire. Gabrielle Andersen Schiess ha 39 anni, è un’istruttrice di sci svizzera, a questa Olimpiade è tra le favorite. Poi però accadde qualcosa all’ultimo rifornimento: non lo prende. Si disidrata e con grande fatica arriva fino allo stadio, dove percorre il giro finale. 400 metri che dureranno 4 minuti e 55 secondi.

Il cavallo di Louis – Louis Arnold Zutter

Di Flavio Stroppini. Adattamento e regia di Sergio Ferrentino
Con: Nicola Stravalaci, Daniele Ornatelli
“Lunedì 6 corrente furono organizzate le feste per i giuochi olimpici. L’aspettativa grandissima che vi era per questi giuochi non fu certamente superiore al risultato. La prima giornata fu splendida e per il concorso del pubblico e per i giuochi stessi che dal lato sportivo nulla lasciarono a desiderare.” Così scrisse la neonata Gazzetta dello Sport il 13 aprile 1896. I 6 fotografi inviati dalla Kodak si divertirono a comporre immagini come fossero statue. 16 giornalisti scrissero, documentarono e inventarono. Tra gli atleti Louis Arnold Zutter, svizzero, specialista del cavallo con maniglie.

Hélène de Poutalès – Costruire ponti

Di Flavio Stroppini. Adattamento e regia di Sergio Ferrentino
Con: Eleni Molos, Cinzia Spanò
Il fondatore delle moderne olimpiadi, quello dello spirito olimpico per intenderci, riteneva che fosse più indicato per le donne praticare sport senza mostrarsi in pubblico. Parliamo del Barone de Coubertin. Dunque: alle prime olimpiadi di Atene non ci furono gentili signore. Ma poi passarono quattro anni. Parigi 1900. 22 atlete su un totale di 997 partecipanti. Il 2, 16 percento.

Werner Günthör – Il barbaro coi baffi

Di Flavio Stroppini. Adattamento e regia di Sergio Ferrentino
Con: Daniele Ornatelli, Nicola Stravalaci
Uno, due! Uno due! Uno due! Rigido. Di solito gli atleti del getto del peso sono così. Elefanti in cristalleria. Lo sai che prima o poi si voltano e fanno cascare tutto quanto. Lui no. Werner Günthör da Uttwil, canton Turgovia, Svizzera, sembrava danzare. Quando camminava e quando lanciava la sfera di 7 chili e 270 grammi a più di venti metri di distanza. Da dove gli veniva tutta quella eleganza?

Roger Federer – Game, set, match

Di Flavio Stroppini. Adattamento e regia di Sergio Ferrentino
Con: Alessio Maria Romano, Nicola Stravalaci, Margherita Saltamacchia
Ci sono alcuni uomini che nel mezzo di un campo da gioco riescono a farci dimenticare ogni patema del quotidiano. Rendono possibile quello che non dovrebbe esserlo. Tra questi uomini, che se ne infischiano delle regole fisiche, c’è un tennista. Il miglior tennista di tutti tempi. Roger Federer. 17 slam, coppa Davis, 6 master, 237 settimane consecutive al numero 1 della classifica ATP e decine di record polverizzati. La sua prima Olimpiade risale al 2000, perse la finale per il bronzo, ma in quell’occasione conobbe sua moglie. Ad Atene e a Pechino portò la torcia olimpica. Nel 2012 arrivò in finale, dopo aver vinto il suo settimo Wimbledon. Tra il pubblico le due figlie gemelle. L’avversario: Andy Murray.

 

Vreni Schneider - La berretta verde

Vreni Schneider: il talento. Puro, cristallino, levigato dagli eventi e dalle intemperie di una vita iniziata con difficoltà. Ah signore e signori! Ogni tanto lo sport ci permette di raccontare delle storie che sono rivincite, che diventano leggende, che sono epica e poesia, che ci mostrano quanta bellezza possiamo conquistare in ogni angolo di questo mondo. Focalizziamo un evento: Calgary 1988…

Philipp e Simon Schoch - Fratelli d’oro

Nella finale olimpica del gigante parallelo nello snowboard si sfidano due fratelli. Uno di qua e uno di là. Per due manche! Il loro nome? Philipp e Simon Schoch, da Steg, Vallese. Philipp è il minore già oro olimpico nel 2002 a Salt Lake City. Philipp si aggiudica la prima manche. La seconda manche lo vedrà partire qualche decimo di secondo prima del fratello. Eccolo lì, pronto a partire…

Simon Amman - Il maghetto

Simon Amman arriva all’appuntamento olimpico nel mezzo di una stagione formidabile. Rischia di vincere tutte e quattro le prove del “nordic tournament”, rischia di vincere la coppa del mondo e perché no anche il mondiale e forse pure questa olimpiade. Sia dal trampolino normale che da quello lungo. A Santa Maura, la prima prova: il trampolino normale. Sarà normale anche il salto di Simon Amman?

Michela Figini - La libera come opera d'arte

16 febbraio 1984. Sarajevo, allora Jugoslavia. Si sta per correre la discesa libera femminile. Se la meteo lo permette. Siamo all’ennesimo rinvio… Ieri la gara è stata annullata. A quel momento in testa c’era la giovane svizzera Michela Figini, non ancora diciottenne! Oggi come reagirà mentalmente a dovere ripetere una prestazione fuori dall’ordinario come quella di ieri? Eh già… riuscirà Michela Figini, a dispetto della sua giovane età, a ritrovare la tranquillità?


Ritratto magnetofonico 

collage di scritti letterari e testimonianze radiofoniche di Felice Filippini

a cura di / regia 

5 x 15 minuti

con Claudio Moneta

Disegnavo già in fasce, e disegnerò, anziché scriverlo, anche il mio testamento; così si può dire che disegnai anche quando scrissi i libri.

Felice Filippini fu un personaggio eclettico, carismatico, ricolmo di curiosità e passioni. Per lui “Non avere qualcosa da dire rimava con morire”, essere “onesti e scomodi” era l’unica soluzione per potersi guardare allo specchio e addormentarsi. Ne ho conosciuti di uomini e donne di questa levatura, con questa fame animale per la vita, ben coscienti di tutto quanto il loro divorare avrebbe comportato. Li ho ammirati e presi a esempio. E tutti quei pochi, con quel coraggio lì intendo, allertano dal vagabondare in quel territorio di chiaroscuro che è il mescolarsi di arti. “Attenzione all’amore per la gente!” aggiungono “Porta a ritrovarsi nelle strade, con gli sconfitti, con gli ultimi, ma è vita!”.

Se c’è una lezione che Felice Filippini ci può dare è quella della curiosità. Curiosità che porta a indagare, riflettere, conoscere e manifestare le proprie opinioni. Curiosità che porta all’essere liberi, nonostante tutto il chiacchiericcio che quel tipo di libertà produce negli invidiosi. Eh già, non c’è verità più contemporanea.

“Perdonatemi” scrive Filippini “è sterminato quanto uno può combinare in quasi trent’anni. Quadri, disegni, affreschi, tappezzerie, romanzi, saggi, drammi radiofonici, ballate, opere di teatro; traduzioni, quel po’ di giornalismo … e trova anche il tempo di annoiarsi, se un giorno non gli è riuscito di recarsi nell’atelier…” Duro lavoro e vivere, questa è la strada, cercando “Tra le trippe qualche pepita di poesia”.


Semm ammò chi 

testi e struttura seriale

Regia dall'episodio 53 a oggi (144)

Puntate autore: Vegn giò ol mond, Pagüra, L'inno, Ul sögn, Obbligo o verità, Aspettando, South Switzerland Fusion Cookery, Aspettando, Divieto obbligatorio, La compagnia da l’anèll, L’asan e la pagüra dal diverso, La nocc prima dalla data presunta per il parto, La fin l’è l’inizi, Cospiratión, C'era una volta, Ol testamenti, Ol penultima desiderii, Riünion da famiglia, Brain storming in salsa ticinesa, Teatro, Click, Un romantico anniversario, Ul cör imbalsamaa, Samba, L'incident, Nav da battaglia, scarpùn, carriola e fiaschett, Ul miracul.

 

Nel solco della tradizione torna alla RSI la commedia dialettale interpretata da una nuova compagnia di attori che ci portano in un territorio insolito per il teatro radiofonico dialettale: quello della situation comedy. Al centro della sitcom “Semm ammò chì” una famiglia e un paese, come ce ne sono tanti nella Svizzera italiana; né grande né piccolo, che ha visto la progressiva chiusura del negozio, della banca, del panettiere e della scuola.


Il cuore di Kosciuszko

da una storia realmente accaduta, una radiocommedia

testo e regia 10 x 15 minuti 

con: Adele Pellegatta, Amanda Sandrelli, Anahì Traversi, Mario Cei Diego Gaffuri, Igor Horvat, Davide Garbolino, Claudio Moneta, Matteo Carassini, Augusto di Bono / musiche originali di Zeno Gabaglio (violoncello) e Andrea Manzoni (pianoforte) registrate da Gabriele Kamm / Sound design Angelo Sanvido / RSI RETEDUE 2014

Mercoledì 16 ottobre 1895. Villa Morosini, Vezia. Il cuore imbalsamato del Generale polacco Andrzej Tadeusz Bonawentura Kościuszko viene consegnato a una delegazione di suoi connazionali che riportano la reliquia dell’eroe in patria. Quel giorno la Storia di un’epoca: Rivoluzione francese, polacca, americana, l’atto di mediazione, gli austriaci, la musica di Verdi, quella di Boito, la Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia, l’Artusi … Tutto si mescola in una radiocommedia raccontata dai veri protagonisti di questa incredibile vicenda e dalla servitù che, salendo e scendendo tra i piani della villa, cerca di capire come sia possibile che il mondo, per un pomeriggio, si condensi in un piccolo paese della Svizzera Italiana. E così, tra arrivi e partenze, tra imprevisti e confessioni, la realtà si trasforma in farsa. Eh sì, come scrive nel Falstaff Arrigo Boito (presente alla nostra riconsegna): Tutto nel mondo è burla. L’uomo è nato burlone.


SVIZZERASCHWEIZSUISSESVIZRA14

testo, regia, sonorizzazione 16 x 14 minuti

un progetto di / ein Projekt von / un projet de / ün proget da: Flavio Stroppini

testo originale / Originaltexte / texte original / text original Rumantsch: Flurina Badel, Francais: Matthieu Megévand, Deutsch: Marina Bolzli, Italiano: Flavio Stroppini, Traduzioni / Ubersetzung / Traductions / Traducziuns: Anna Allenbach, Flurina Badel, Fabiana Baettig, Jennifer Joffre, Marcella Pult, Gabriella Soldini, Annalea Stuppan, con / mit / avec / cun: Eva Allenbach, Flurina Badel, Roberto Betti, Sara Francesca Hermann, Igor Horvat, Lorenzo Polin, Cristina Zamboni, Musiche / Musik / Musiques / Musica: Thomas Guggia, Antoine Joly, Dimitri Loringett, Marcel Zaes, Registrato allo Studio 4 della Radio della Svizzera Italiana Rete Due: da Angelo Sanvido, Aiuto regia: Igor Horvat, Sonorizzazione e regia: Flavio Stroppini, Produzione esecutiva romancia: Dimitri Loringett, Project manager: Monica De Benedictis / Una produzione Nucleo Meccanico / In coproduzione con: Gabriele Capelli Editore, Gwenstival Festival Internazionale di Radiofonia, Swiss Internet Radio Gwendalyn, ZWEETZ Produzioni / con il sostegno: Fondazione Svizzera Radio e Cultura, Repubblica e Stato Cantone Ticino Fondo Swisslos, Fondazione Oertli, Radiotelevisione Svizzera Italiana Rete Due

Immaginiamo (…)

Poco dopo il tramonto, la luce definisce solo i contorni. 4 persone sulla parete nord dell’Eiger. Uno svizzero italiano, uno svizzero francese, uno svizzero tedesco e uno svizzero romancio. Sono partiti il mattino per la risalita. Ci metteranno 2 giorni. La notte è sta- re agganciati alla roccia. Lassù, prima di addormentarsi pensano alla Svizzera. Ognuno solo, con i suoi dubbi, le sue certezze, le sue domande e i suoi sogni.

1 radiodramma nelle 4 lingue nazionali. 4 autori, 4 musicisti, 6 attori, 7 traduttori, 1 regista e molti altri, tutti insieme a raccontare i 4 volti della Svizzera. Per capire come que- sto paese abbia sviluppato un’identità multipla. Per scoprire come le differenze costituiscano un’unità. Una Svizzera, Quattro svizzere. 1. 4. S14.


Il disastro di San Paolo

testo e regia 5 x 15 minuti

con Claudio Moneta, Anahì Traversi, Igor Horvat, Matteo Carassini, Davide Garbolino, Massimiliano Zampetti, Mario Cei, Alessandro Castellucci, Sound Design Angelo Sanvido / RSI RETEDUE 2014

Sono passati novant'anni. La mattina del 23 aprile, verso le 2.30, alla stazione di smistamento di S. Paolo, presso Bellinzona, 2 treni rimorchiati da due locomotive si scontrarono. Il disastro causò 15 morti e molti feriti.

Ricordo quando ho visto la scatola. Di cartone, tenuta assieme da nastri adesivi ferroviari di una ventina d’anni fa. In un angolo, a penna la scritta "Colui che apre questa scatola sappia di aprire uno scrigno del tempo. Nessuno perda un solo documento che vi è contenuto." L’ho aperta e dentro: perizie, fotografie, verbali, articoli di giornale, appunti di avvocati, elenchi di materiali e resti umani, circolari, telegrammi, orari ferroviari, lettere … Tutto il materiale di quel disastro era disordinatamente catalogato in quell’archivio improvvisato. E’ così che è nato il radiodramma. Bisognava restituire quella storia, farla rivivere, non farla dimenticare. Raccontare è anche restituire un pezzo di memoria alla popolazione. Sì, è questo un senso. Restituire la propria storia, le proprie storie. 


Caschi il mondo!

testo e regia (5 puntate x 15 minuti)

con Enrico Bertorelli, Ketty Fusco, Adele Pellegatta, Mario Cei, Antonio Ballerio, Diego Gaffuri, Massimiliano Zampetti  Sound Design Angelo Sanvido / RSI RETEDUE 2013

Tutti mi consigliano severamente / di non fare più nulla / di non pensare a nulla / di non occuparmi in nulla / di non alterarsi mai mai ma/ caschi il mondo! Così scrive Giuseppe Verdi all’amica Giuseppina Negroni Prati Morosini. Siamo nell’agosto del 1900, da mezzo secolo i due si scrivono, si incontrano e convivono il mondo. E’ questa la storia. Il carteggio Verdi-Morosini (Istituto nazionale di studi verdiani / Archivio storico Città di Lugano) il centro della narrazione. La storia privata si mescola alla Storia costruendo un ritratto inedito e privato del Maestro e della riservata Morosini (Io dipingo, leggo, suono e vedo poca gente, e mi pare sempre troppa).

L’autore e regista Flavio Stroppini ha approfittato del lavoro svolto da Piero Montorfani e Giuseppe Martini per comporre un percorso radiofonico tratto dai materiali dell’esposizione “Caro Verdi…” / “Cara Peppina…” Il carteggio con la contessa Negroni Prati Morosini, prevista alla Biblioteca Cantonale di Lugano dal 14 marzo al 13 aprile 2013.


Caro Charles,

testo e regia (7 puntate x 15 minuti)

Matteo Carassini, Igor Horvat, Augusto di Bono, Massimo Loreto, Antonio Ballerio, Adele Pellegatta, Elda Olivieri, Diego Gaffuri, Massimiliano Zampetti, Anahì Traversi, Dario Sansalone, Maurizio Pellegrini / Sound design di Angelo Sanvido / RSI RETEDUE 2012

Nel 1911, Le Corbusier lasciò Berlino ed intraprese un viaggio che sarebbe durato fino alla fine dell’anno e lo avrebbe condotto attraverso la Germania, la Boemia, l’Austria, i Balcani, la Romania, la Bulgaria, l’Ungheria ad Istanbul, ad Atene, fino al Monte Athos, per poi ricondurlo in Svizzera attraverso l’Italia. Chiamò l’esperienza “Voyage d’orient”. Oggi cosa rimane? Perché non raccontare il viaggio cento anni dopo, ripercorrendolo? Perché non ripercorrerlo accompagnati dallo stesso Le Corbusier? È così che tra osterie, campi, monasteri e dogane si rivela il racconto. Una serie di incontri con la realtà e con fantasmi. Il passato e il futuro si mescolano in un possibile presente.

Il progetto, realizzato grazie al sostegno della Fondazione Svizzera di Radio e Cultura ha come partner RSI Rete Due che ha seguito il viaggio nell’estate 2011. Un contributo scritto è stato pubblicato settimanalmente dal quotidiano La Regione. Gabriele Capelli Editore (GCE) ha pubblicato “Pellegrino di cemento”. Per maggiori informazioni è possibili consultare il sito www.voyagedorient.ch 


I suoni di Arnold

Testo, regia e sonorizzazione _18 puntate x 6 minuti

"I suoni di Arnold" di Flavio Stroppini e Monica De Benedictis, in onda alle 24.00 su Rete Due dal 9 luglio al 1° agosto è una storia raccontata a parole, immagini e suoni. Un viaggio dalle Alpi elvetiche fino ad un'isola greca delle Piccole Cicladi dove c’è un vagone ferroviario degli anni ’60 con la scritta Ferrovie Federali Svizzere e gli abitanti conoscono il nome Andermatt. Arrivò nel 1974. Lo portò Arnold Hünsperger in sella ad un trattore Hürlimann D70 . 

"I suoni di Arnold" fanno parte del progetto "Il viaggio di Arnold". Oltre ai "suoni" le "parole" (ogni settimana sul quotidiano La Regione Ticino), e la "voce" (monologo teatrale che verrà presentato al Teatro Sociale di Bellinzona nel mese di dicembre). Al centro della piattaforma narrativa il sito web (www.ilviaggiodiarnold.ch).  


Meglio che niente

di Mario Mucciarelliregia (45 minuti)

con Silvia Pietta, Domenica SanninoMichela Azteni, Carla Stara. Giuseppe Salmetti, Daniele Monachella, Vincenza Pastore, Stefania Monaco, Sara Drago, Eva Beriatou, Davide Paciolla, Luca Damiani. Musiche originali dal vivo di Zeno Gabaglio

Trasmesso in diretta dal Teatro Filodrammamtici di Milano su Rai Radio3, sulla ReteDue della RSI e sul circuito delle radio universitarie RadUni (nell'ambito del progetto Crediti d'autore).

Mica facile la vita di una madre cinquantenne. Soprattutto se il tuo ex marito ha sempre l’ufficio pieno di belle studentesse, c’è un maniaco telefonico che ti chiama di continuo, e il tuo secondogenito, quello che vive ancora a casa, sembra deciso a compiere il peggiore dei delitti: andare a fare un lavoretto. Ma c’è sempre una soluzione, anche se per trovarla bisogna mettere in mezzo il Canada, un’improbabile ricetta di pesce e un incontro con una studentessa svitata. Meglio che niente.


Il male minore 

di Anna Ruchat

adattamento e regia (30 minuti)

con Adele Pellegatta / Laura Zeolla /  Antonio Ballerio / Sound design Angelo Sanvido / RSI RETE2 2012  


Le voyage d'orient

Testo, regia, sonorizzazione

55 puntate x 6 minuti 

Nel 1911 Le Corbusier intraprese un viaggio che lo portò ad attraversare, partendo dalla Germania, i Paesi dell'est europeo fino alla Grecia per poi ricondurlo in Svizzera attraverso l'Italia. Chiamò l'esperienza Voyage d'orient. Oggi cosa rimane? Perché non raccontare il viaggio, cento anni dopo, ripercorrendolo? Così, con mezzi pubblici, Flavio Stroppini si sposta tra i paesaggi dell'est, avendo come guida gli appunti e gli schizzi di Le Corbusier. Ogni giorno impressioni diverse, altri ambienti sonori, altre storie, realizzate dall'autore in presa diretta durante il viaggio. "La vita non appartiene a quelli che sanno ma a quelli che scoprono", scriveva il grande architetto e chissà cosa rimane, delle scoperte, cent'anni dopo.  


Il testimone indesiderato

Opera radiofonica di Gino Negri su testo di Giuseppe Brusaregia (60 minuti)

Con Ensemble ‘900 del CSI, Claudio Moneta, Augusto di Bono e Massimiliano Zampetti / Tecnici del suono Lara Persia, Wolfgang Mueller, Angelo Sanvido, Fabrizio Rosso, Perry Tièche / Direzione: Francesco Bossaglia /registrato domenica 13 marzo 2011 – Auditorio Stelio Molo della RSI - Lugano

Iniziato nella rassegna 2009/2010 con il lavoro di Bruno Maderna e Giuseppe Patroni Griffi "Il mio cuore è nel sud", prosegue il percorso nel mondo dei radiodrammi prodotti in collaborazione con il Settore Prosa della RSI e ilConservatorio della Svizzera italiana.In questo caso, a complemento di Finirò per svegliarmi, la serie di trasmissioni su Gino Negri proposte da Rete Due, si offre l'ascolto di un'opera radiofonica del compositore italiano. Gino Negri fonde lo stile del cabaret e della canzone con il teatro musicale di tradizione colta. Appassionato indagatore dei rapporti tra parola e suono, fra poesia e musica, fra invenzione letteraria e forma musicale, propone un linguaggio teatrale intessuto di innumerevoli richiami alla tradizione del melodramma, dell'operetta e della canzonetta.Ne Il testimone indesiderato la parte del protagonista è inserita nella partitura musicale rendendo ancora più interessante l'esecuzione dell'opera, diretta da Francesco Bossaglia.


Fogli dal tascapane 

di Max Frischregia (5 puntate x 15 minuti)

Con Matteo Carassini / Suono: Angelo Sanvido / RSI Rete2 2011 

Nel settembre del 1939 la Confederazione si mobilita in seguito alla minaccia di un’invasione da parte del Terzo Reich. Migliaia di giovani vengono inviati lungo i confini. Molti in Ticino. Tra questi il soldato semplice Max Frisch che scrive un diario intimo, un dialogo con un presente difficile e un futuro incerto. E così ascoltiamo la “vita militare”, tra umorismo e sarcasmo, tra esercitazioni improvvise e osterie, tra ricordi e desiderio d’identità. Canzoni popolari, marce militari e ambienti sonori si amalgamano ricreando la natura del Ticino, con le sue valli, i suoi laghi e la sua vita che affascinarono il giovane autore. Perché l’essere umano si rivela più chiaro, efficace e generoso, quando è costretto da una grande e consapevole minaccia che sovrasta tutto, in ogni momento.  


In difesa del tunnel

testo e regia  (20 minuti)

con Diego Gaffuri, Roberto Betti, Ueli Jäggi, Cito Steiger, Maria Pia Belloni, Anahi Traversi / musiche originali di Zeno Gabaglio / suono Lara Persia / RSI Rete 2, 2010

Quattro ottantenni ex commilitoni s’incontrano all’Ospizio del San Gottardo per una missione speciale nel giorno della festa per la caduta dell’ultimo frammento.


Lettere di Giuseppe Verdi 

regia (5 puntate x 5 minuti)

con Ketty Fusco, Augusto Di Bono / suono Lara Persia / RSI Rete 2, 2010


Storie di streghe 

testo e regia (2 puntate x 15 minuti)

con Anahì Traversi, Davide Fior, Ella Dimitrieva, Fabiano Rizzi / Musiche originali di Zeno Gabaglio / RSI Rete2 - Nucleo Meccanico, 2010

Un giornale del Ticino ha scritto „Quel maledetto lunedì 5 novembre, l'uomo era uscito con degli amici nel tardo pomeriggio. Dopo una serata di bagordi, a Bodio, ha incontrato la prostituta moldava Anya, 28 anni. Il rapporto a pagamento è finito in aggressione: con una presa al collo, l'uomo le ha schiacciato il nervo vagale, provocandone la morte immediata. Credendola solo svenuta, l'ha lasciata nel letto.“ Anya di vero nome fa Natalia. Viene dalla Transnistria, una regione della Ex URSS. A Natalia piace il vento che scende dal San Gottardo, perché le ricorda tutto. Ogni granello di polvere è uno schiaffo. Un ricordo. Una storia. Questa storia la racconta Annalisa, un’anziana scrittrice appassionata di racconti sulle streghe. Come le Lunocc, che a Gnosca, una notte di molto tempo fa, vennero gettate in un pozzo, ad affogare. Tra tutto questo un forte temporale, la natura che che cerca di sfogarsi in esplosioni disordinate. Questa è una storia di streghe, una storia di follia, una storia di umanità. Una storia che non cambia nulla, che è già successa, che succede tuttora e che succederà domani. Inevitabile, come un temporale


Le avventure del Geco

testo (8 puntate x 10 min.)

regia di Alan AlpenfeltEtà dell’oro -Biennale dell’immagine Chiasso, 2010/11

ASCOLTA


Aiuto-regia

All'Angelo Blu, Commedia musicale, regia di Mariella Zanetti, RSI Rete2 - 2013

Concorso di scrittura teatrale - lettura scenica regia di Mariella Zanetti, RSI Rete2 - 2012 

Le madri atroci, di Sandrone Dazieri, regia di Sergio Ferrentino, Autorevole, Fonderia Mercury - 2012 

Il contabile e le murene, di Pino Corrias, regia di Sergio Ferrentino, Autorevole, Fonderia Mercury - 2012

Radiogiallo, di Carlo Lucarelli, regia di Sergio Ferrentino, Autorevole, Fonderia Mercury - 2012 

Radio I, di Samuel Beckett, regia di Sergio Ferrentino, RSI Rete2 - 2012

Radio II, di Samuel Beckett, regia di Sergio Ferrentino, RSI Rete2 - 2012

Cascando, di Samuel Beckett, regia di Sergio Ferrentino, RSI Rete2 - 2012

Parole e Musica, di Samuel Beckett, regia di Sergio Ferrentino, RSI Rete2 - 2012

La tredicesima notte, di Ugo Leonzio, 15 puntate, RSI Rete2 - 2011

La montagna incantata, da Thomas Mann, adattamento/regia di Raffaella Zanetti, 15 puntate, RSI Rete2 -2011 


Fiabesque 

regia / 4 fiabe

Fiabe moderne sonorizzate e musicate per il web

www.fiabesque.ch